Striscia di Gaza: Sesto giorno della Pillar of Defence

Continuano gli sforzi di mediazione de Il Cairo

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Striscia di Gaza: Sesto giorno della Pillar of Defence

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Dall'inizio dell’operazione “Pillar of Defence”, le Forze Armate israeliane hanno dichiarato di aver colpito più di 1.350 “obiettivi terroristici” nella Striscia di Gaza, tra i quali sedi governative di Hamas, centri di addestramento, stazioni di polizia, depositi di armi, siti di lancio dei razzi, tunnel, la casa di Yahia Abia, capo delle unità di lanciatori di razzi di Hamas. Colpito anche un edificio che ospita alcune testate giornalistiche, fra cui l’emittente di Hamas “al-Quds”. Il portavoce dell’IDF, Leibovich, ha dichiarato che “l’attacco mirato a quel preciso piano dell’edificio è servito per colpire antenne di trasmissione usate da Hamas per le sue operazioni terroristiche”.  Nell'attacco sono riamasti feriti sei giornalisti. Colpite anche diverse abitazioni di civili.
Più di 1000, stando a quanto riportato dalle Brigate al-Qassam, i razzi palestinesi lanciati verso Israele da mercoledì, 300 dei quali intercettati dal sistema anti-missile “Iron Dome”, 2 sopra l’area di Tel-Aviv.  
Il bilancio delle vittime dei raid israeliani è di 91 morti. Dopo il primo ministro egiziano Qandil, la Striscia è stata visitata da una delegazione tunisina ed è attesa in giornata una delegazione delle Nazioni Unite e un rappresentante del Congresso Generale Nazionale libico.  Martedì è invece attesa una delegazione della Lega Araba e la visita del ministro degli Esteri turco, Davutoglu
“L’obiettivo dell’operazione è restaurare la calma, ripristinare la forza deterrente di Israele e distruggere gli arsenali di missili a lungo raggio dei terroristi nella Striscia di Gaza”,ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, che ha aggiunto: “Questa non è una guerra a tutto campo, è un’operazione con obiettivi definiti. Ma siamo pronti a lanciare un’operazione di terra, se sarà necessario”. La condizione imposta da Israele è che le organizzazioni terroristiche a Gaza smettano di lanciare razzi contro il territorio israeliano. Posizione ribadita dal premier Netanyahu, il presidente Peres e il ministro degli Esteri Lieberman al ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, in visita domenica a Gerusalemme.
Mentre gli Stati Uniti sostengono pienamente il diritto alla difesa di Israele, il ministro britannico William Hague ha avvertito le autorità israeliane che  “un'invasione via terra di Gaza farebbe perdere a Israele il sostegno e la solidarietà internazionale”.
Proseguono intanto le trattative a Il Cairo per raggiungere un cessate il fuoco. Gli sforzi diplomatici sono guidati dal presidente egiziano Morsi che oggi terrà un incontro con il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon. In programma a Il Cairo anche una conferenza stampa di Khaled Meshal, capo dell’Ufficio politico di Hamas. "Un'offensiva via terra sarebbe un disastro politico per Netanyahu", ha avvertito Meshaal.
Da Ramallah, intanto, arriva l'annuncio che Hamas e Fatah avrebbero deciso di superare le divisioni per affrontare la crisi di Gaza. A dare l'annuncio, Jibril Rajoud, uno dei leader di Fatah nel corso di una manifestazione nella capitale politica dellaCisgiordania.
In una telefonata al presidente Morsi, Ahmadinejad ha sottolineato "gli obblighi religiosi e umanitari" di Egitto e Iran per "evitare il massacro di palestinesi indifesi e rispristinare la sicurezza e la tranquillità nella regione"

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