Tornano le tensioni in Colombia

Le Farc rendono nuovamente teso il rapporto con il governo Santos nel momento cruciale delle trattative all'Avana

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Nonostante le trattative di pace in corso all'Avana, tornano ad aggravarsi le tensioni tra il governo colombiano ed il gruppo ribelle delle Farc. Dopo che il gruppo ribelle ha interrotto il periodo di tregua unilaterale il 20 gennaio scorso, le due parti hanno ripreso a scontrarsi.
Dopo aver annunciato sabato il rilascio di tre ostaggi nella regione del Cauca, giovedì la Croce Rossa Internazionale - che sta gestendo l'intermediazione dell'operazione con le autorità di Caracas - ha dichiarato ai giornalisti che il gruppo ribelle ha annullato l'operazione per la presenza massiccia dei media nell'area. Il presidente Juan Manuel Santos, che ha ribadito come la cessazione delle ostilità è ipotizzabile solo dopo l'accordo di pace, ha definito una "scusa inaccettabile” e richiesto il pronto rilascio degli uomini nelle mani delle Farc, due poliziotti ed un soldato. Mercoledì, inoltre, durante un assalto contro il territorio controllato dal gruppo ribelle di San Antonio de Getucha, erano morti almeno sette soldati colombiani nella provincia di Caqueta. 
Si è trattato dello scontro peggiore tra le due parti da quando sono iniziate le trattative di pace ad Oslo, poi proseguite all'Avana, con l'obiettivo di porre fine a decenni di guerriglia costata la vita a 700 mila persone.  Ad inizio settimana il governo e le Farc avevano annunciato "progressi" sul nodo principale da sciogliere per giungere ad uno storico accordo di pace dopo decenni di guerriglia: la riforma agraria. L'altro nodo da sciogliere riguarda la trasformazione del gruppo ribelle in un partito politico.

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