Trump sul dispiegamento navale in Medio Oriente: "È più grande che in Venezuela"
Donald Trump torna a farsi minaccioso contro la Repubblica Islamica dell’Iran. Il presidente statunitense ha dichiarato che gli USA mantengono un dispiegamento navale vicino all’Iran “più grande” di quello utilizzato contro il Venezuela, lasciando intendere una postura di forte pressione nel Golfo e nell’Oceano Indiano. Pur evitando di chiarire quali opzioni siano sul tavolo, Trump non ha escluso la via diplomatica.
Anzi, ha sostenuto che l’Iran sarebbe interessato a un accordo e che i suoi rappresentanti avrebbero contattato più volte Washington, in un contesto segnato da proteste interne e crescenti frizioni regionali. Nella stessa giornata, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato il dispiegamento della portaerei USS Abraham Lincoln e del suo gruppo d’attacco in Medio Oriente, ufficialmente per “promuovere sicurezza e stabilità regionali”.
Una formula ricorrente che, agli occhi di Teheran, suona come una minaccia. La risposta iraniana non si è fatta attendere. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, ha affermato che la presenza della flotta statunitense non intaccherà la determinazione dell’Iran a difendersi, avvertendo però che tale dispiegamento rischia di aumentare l’insicurezza per tutti i Paesi della regione.
Ancora una volta, il confronto si gioca sul filo sottile tra deterrenza militare e diplomazia forzata.
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