"Wall Street e Manhattan nel mirino": l'avvertimento dell'Iran sulla guerra asimmetrica
L'Iran sta affrontando il conflitto attraverso una guerra convenzionale e non ritiene ancora necessario ricorrere a tattiche asimmetriche. A dichiararlo è stato il generale di brigata Mohammad Reza Naqdi, principale consigliere del comandante in capo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). L'alto ufficiale ha tuttavia precisato che Teheran è pronta a cambiare strategia se le circostanze lo richiedessero.
"Finora abbiamo condotto uno scontro convenzionale, basato sul lancio di droni e missili, a cui il nemico ha risposto con aerei e vettori. Non siamo ancora entrati nella fase della guerra asimmetrica", ha affermato Naqdi in un'intervista al canale televisivo Al-Mayadeen. Il generale ha definito la guerra asimmetrica come un'azione "di cui il nemico non conosce il luogo di svolgimento e contro la quale, anche se la individuasse, non avrebbe strumenti di difesa", citando a titolo esemplificativo possibili operazioni "a Wall Street o Manhattan, in qualsiasi momento". Per ora, ha chiarito, l'Iran è in grado di garantire la propria sicurezza con mezzi convenzionali, ma l'opzione asimmetrica rimane sul tavolo.
Nonostante i recenti raid statunitensi e israeliani, Naqdi ha sostenuto che l'Iran conserva oltre il 90% del proprio arsenale missilistico. Ha inoltre aggiunto che i siti di produzione d'armi danneggiati dagli attacchi sono stati ricostruiti in luoghi ad altissima sicurezza, riprendendo le attività con tecnologie avanzate e ritmi di produzione incrementati.
Infine, il consigliere dell'IRGC si è detto fiducioso nella vittoria contro Washington e Tel Aviv, definendo l'esercito statunitense "fragile, vuoto" e una semplice "tigre di carta".


