E quindi che ci faceva il capo della CIA a Mosca?
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di Francesco Dall'Aglio
E quindi che ci faceva nientemeno che il capo della CIA, John Ratcliffe, su un C-17A Globemaster III partito dalla base di Andrews vicino a Washington e atterrato, dopo una sosta in Lettonia, all'aeroporto di Vnukovo a Mosca (foto, l'aereo in questione durante l'atterraggio)? In primo luogo bisognerebbe accertare che ci fosse davvero lui sull'aero in questione, e sul mini-corteo di SUV palesemente molto blindati e con targa diplomatica statunitense che ha attraversato la città per andare (dicono) al Cremlino, perché non ci sono conferme ufficiali della sua presenza né da parte russa né da parte statunitense. Qualcuno però (o qualcosa) su quell'aereo ci doveva essere di sicuro, perché non è che gli aerei militari statunitensi facciano regolarmente scalo a Mosca, quindi ipotizziamo pure che fosse proprio lui. Resta la domanda: che ci è andato a fare?
I nostri, ovviamente, dicono che è andato ad ammonire (noi non minacciamo, ammoniamo, e sempre per il bene dell'ammonito) Putin in persona, perché non gli venga in mente di fare una mobilitazione generale (altrimenti?) o perché non attacchi la NATO per testarne la tenuta come alcuni dei nostri mentecatti allucinano da qualche tempo. I sostenitori della teoria dell'ammonizione citano l'esempio del suo predecessore, William Burns, che nel novembre 2021 andò appunto ad ammonire Putin che non gli venisse in mente di invadere l'Ucraina, e si è visto che ottimo lavoro ha fatto. Secondo altre teorie, più sensate, l'argomento della discussione potrebbe essere quello di aprire un canale di comunicazione riservato su questioni delicate, visto che i normali canali diplomatici sono in stallo, o sull'Ucraina o sull'Iran. In alternativa, organizzare uno scambio di detenuti tra USA e Russia, magari Charles Zimmerman, ma ce ne sono anche altri (non ci sono però prigionieri che la Russia rivorrebbe indietro, almeno non ce ne sono ufficialmente, tanto che l'11 agosto Robert Gilman è stato rilasciato dai russi senza chiedere niente in cambio, o almeno questa è la versione ufficiale di entrambe le parti. Ma non è sempre Natale).
In tutto questo, a furia di parlare di Ratcliffe sta passando sotto silenzio la visita contemporanea a Mosca di Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali della Santa Sede ovvero, in parole povere, il Ministro degli Esteri del Vaticano. Parecchia attività diplomatica, insomma.


