Premio Pulitzer: "all'insaputa di Obama, il Pentagono ha fornito intelligence ad Assad per non lasciare la Siria ai terroristi"

Seymour Hersh: "Per combattere il nemico comune di Jabhat al-Nusra e dello Stato islamico, l'intelligence statunitense ha fornito inteligence miitare a Assad attrverso terze parti, come la Germania, Israele e Russia"

6718
Premio Pulitzer: "all'insaputa di Obama, il Pentagono ha fornito intelligence ad Assad per non lasciare la Siria ai terroristi"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 
Il Joint Chiefs of Staff (JCS) - l'organo che riunisce i maggiori gradi dell'esercito statunitense e che consiglia Dipartimendo di Difesa,  l'Homeland Security Councilis, la Nsa e il Presidente degli Stati Uniti sulle questioni militari - sta indirettamente aiutando l'intelligence militare siriana contro i terroristi islamici, nel timore che il programma dell'amministrazione Obama per cacciare il presidente Bashar Assad  possa generare il caos totale in Siria.
 
Una nuova inchiesta sulla London Review of Books dal famoso giornalista americano e premio Pulitzer, Seymour Hersh, espone il divario esistente oggi all'interno del regime degli Stati Uniti tra i leader militari ed i politici della Casa Bianca, quando si tratta di trattare con gli estremisti islamici in Siria e in Iraq.
 
Il Pentagono non è entusiasta di Obama, afferma Hersh. "Assad deve andare” si ripete, ma quando in realtà si fornisce indirettamente a Damasco l'intelligence sui jihadisti. Lo ha dichiarato un ex consigliere del Joint Chiefs of Staff a Hersh.
 
Nell'estate del 2013, un rapporto altamente secretato preparato dalla Defense Intelligence Agency (DIA) e il JCS  ha valutato che spodestare il presidente Assad avrebbe creato il caos nel paese e lo avrebbe consegnato ai terroristi.
 
Subito dopo l'assassinio di forte libico Muammar Gheddafi, la CIA aveva iniziato a far affluire le armi libiche in Siria attraverso la Turchia, scrive Hersh. Sono state consegnate a chi voleva spodestare Assad, tra cui Jabhat al-Nusra e lo Stato islamico. I cosiddetti ribelli "moderati" erano evaporati e il "Free Syrian Army era un gruppetto che stazionava in una base aerea in Turchia", ha detto la fonte del giornalista. 
 
La valutazione dell'esercito americano era quindi realistica, dato che l'opposizione “moderata” ad Assad, quella per intenderci che l'Italia di Renzi e Gentiloni considera il suo punto di riferimento per la Siria, è un mito e gli Stati Uniti stavano armando estremisti islamici.
 
L'ex capo della DIA, il tenente generale Michael Flynn, ha ricordato il rapporto in questione, dichiarando che ha ottenuto enorme “pushback" da parte dell'amministrazione Obama, che "non ha voluto sentire la verità."
 
"Se il pubblico americano avesse visto l'intelligence che stavamo producendo ogni giorno, al livello più sensibile, sarebbe rimasti scioccato", ha detto Flynn. "Il JCS ha chiaramente detto che Assad non doveva essere sostituito dai fondamentalisti", ha ricordato l'ex consigliere JCS a Hersh.
 
Date le circostanze, l'esercito americano si rese conto che una sfida diretta per la politica di Obama era destinata al fallimento e il generale Martin Dempsey, presumibilmente, decise di opporsi agli estremisti, senza l'utilizzo di "canali politici."
 
Per combattere il nemico comune di Jabhat al-Nusra e lo Stato islamico, l'intelligence statunitense ha fornito inteligence miitare attrverso terze parti, come la Germania, Israele e Russia. "Era chiaro che Assad aveva bisogno di una migliore intelligence e consigli operativi", ha detto l'ex consigliere JCS a Hersh, notando, che "Obama non lo sapeva. Obama non sa cosa fa la JCS in ogni circostanza e questo è vero per tutti i presidenti ".
 
Il consulente ha sottolineato che non c'era alcun contatto diretto tra il governo degli Stati Uniti e l'esercito siriano. "E 'stato uno scambio tra militari e non una sorta di sinistra trama del Joint Chiefs' contro Obama per sostenere Assad", ha detto la fonte. "Se Assad resta ancora al potere ... è perché è stato abbastanza intelligente da utilizzare l'intelligence e i consigli tattici che abbiamo fornito agli altri".
 
Con la piena conoscenza dell'intelligence siriana, l'ambasciata Usa in Siria, aveva speso milioni di dollari per un lungo periodo per il finanziamento dei ribelli che miravano a destabilizzare il paese. Questi sforzi hanno avuto luogo mentre il presidente Bashar Assad stava cercando di stabilire relazioni amichevoli con Washington.
 
“Dopo l'attacco alle Torri Gemelle, Bashar Assad è stato, per anni, estremamente utile per noi mentre, a mio avviso, siamo stati grossolani in cambio, e goffi nel nostro uso dell'oro che ci ha dato", un consulente di lunga data per l'intelligence degli Stati Uniti ha detto Hersh.
 
Nel 2002, Assad aveva consegnato una grande quantità di informazioni sulle attività dei Fratelli Musulmani in Siria e in Germania. Nello stesso anno, i servizi segreti siriani avevano sventato un attacco di Al Qaeda alla Quinta Flotta Usa in Bahrain. Hersh sostiene addirittura che una prigione di Damasco è stata usata dalla Cia per torturare i sospetti terroristi tenuti prigionieri, come stava accadendo in altri paesi coinvolti nel loro programma segreto di “rendition”.
 
Tuttavia, nonostante il generoso sostegno di Assad, l'atteggiamento della Casa Bianca verso il leader siriano è rimasto negativo. Il giornalista americano sostiene che, in cambio della condivisione dell'intelligence a disposizione del Joint Chiefs, Damasco doveva accettare quattro condizioni: frenare gli Hezbollah dall'attaccare Israele; rinnovare il dialogo con Israele sulle alture del Golan; accettare "consiglieri militari al di fuori della Russia" e Iran, e la promessa di tenere elezioni libere dopo la guerra. Una fonte di Mosca ha detto a Hersh che gli israeliani rifiutarono di discutere la questione delle Alture del Golan, dicendo: "Assad è finito"
 
Seymour M. Hersh scrive poi che il tentativo delle forze armate Usa nell'aiutare Damasco con intelligence è stato minato dalle azioni di Arabia Saudita, Qatar e Turchia. Questi paesi hanno armato gli estremisti islamici con armi moderne, che hanno permesso loro di avere il sopravvento e sottomettere l'esercito siriano, provocando enormi perdite territoriali entro il 2013.
 
Mentre i sauditi erano disposti al negoziato, il governo turco e il presidente Recep Tayyip Erdogan stavano giocando un altro gioco. Dopo aver sostenuto Jabhat al-Nusra per anni, il consigliere JCS ha detto che il governo Erdogan stava "ora facendo lo stesso per lo Stato islamico", al fine di rompere l'equilibrio in Medio Oriente. Il governo turco ha rifiutato di fermare il flusso di jihadisti stranieri che attraversano la Turchia perché il presidente Erdogan "sta sognando in grande, di restaurare l'impero ottomano. E lui non si rese conto fino a che punto poteva avere successo in questo".

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico di Fabrizio Verde Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico   Una finestra aperta Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La guerra mondiale non è più "a pezzi" di Paolo Desogus La guerra mondiale non è più "a pezzi"

La guerra mondiale non è più "a pezzi"

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista? di Giuseppe Giannini Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti