La guerra mondiale non è più "a pezzi"
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di Paolo Desogus*
Quella che Papa Francesco e successivamente diversi altri osservatori hanno definito “guerra mondiale a pezzi” si sta trasformando in un unico conflitto. Che tra i disordini in medio oriente, lo sforzo americano di contenimento della Cina e la guerra in Ucraina vi fossero degli intrecci significativi era già evidente dal 2022. Si pensi alla crisi siriana o anche al semplice fatto che l’Iran e la Cina hanno fornito alla Russia numerosi sostegno e aiuti militari.
Il missile sparato da Kiev contro una nave dell’Iran, che ora minaccia ritorsioni, mostra però come la rete di rapporti si sta trasformando in un vero e proprio conflitto tra schieramenti definiti. A questa deriva, tuttavia, noi in Europa non sappiamo cosa rispondere. L’Italia in particolare è precipitata in un servilismo atroce e direi acefalo, cioè senza pensiero, senza analisi, senza uno straccio di idee su cosa fare. La destra, ora al governo, non sa esprimere nemmeno un balbettio. Tace nel tentativo di nascondere la propria nullità.
Il campo dell’opposizione è invece lacerato a metà. Da una parte c’è il PD, come al solito in balia di se stesso e di quei poteri presso i quali chiede riconoscimento e legittimazione. Tra i Dem le posizioni non sono così nette. Lo si vede in particolare nella lettura di Bettini. Ma l’intervista di Elly Schlein, rilasciata al Foglio (ma come si fa a dare interviste a quel fogliaccio?) segna il punto più basso dell’attuale segreteria. Un livello di simile idiozia si era visto solo con Letta.
Da una parte dunque il PD, mentre dall’altra ci sono i 5stelle, Avs e Rifondazione comunista che sostengono una posizione opposta. Chiedono che si lavori per la pace. Propongono un’analisi diversa del conflitto in Ucraina. Soprattutto Rifondazione e 5stelle si spingono a mettere in discussione la narrazione atlantista e guerrafondaia. E non esitano a mettere sotto accusa gli Stati Uniti e Israele.
Queste preoccupazioni sono condivise da quella parte del mondo cattolico che si riconosce nelle posizioni del Vaticano. Esiste ovviamente anche un cattolicesimo di facciata, meschino e piccolo borghese, che nonostante tutto sostiene la destra meloniana e vannacciana. Sono quei cattolici non cristiani, su cui occorrerà riflettere. Nel complesso, però, in quell’area è forte la consapevolezza dei rischi a cui stiamo andando incontro.
Viaggiamo come in un treno ad alta velocità verso il baratro della guerra. C’è chi addirittura, come Natalie Tocci, farnetica sulla necessità di riprendere l’abitudine alla guerra mandando qualche soldato in aiuto all’Ucraina. Ma come si fanno a dire scemenze del genere?
Solo il blocco 5stelle, Rifondazione e Avs, cui si aggiungono altri gruppi, tra cui quello cattolico, coltivano invece le ragioni della pace. Solo loro intendono tirare il freno. Eppure io non credo affatto che gli italiani siano per la guerra. Non credo in nessun modo che le posizioni irrazionali per la guerra siano maggioranza nel paese. È vero, il clima mefitico e guerrafondaio si è diffuso con la complicità di una stampa irresponsabile e servile. Ne sono una dimostrazione le torsioni reazionarie in favore di Roggero, le sparate anti immigrazione e gli atteggiamenti disumani di fronte all’uccisione di Fakir per mano della polizia. Sono tuttavia convinto che in Italia siano più forti le ragioni della pace. L’unico modo di costruire una opposizione politica è oggi quello di chi si propone di tirare il freno di questo treno impazzito, di questa locomotiva senza pilota che ci sta portando dritti verso una guerra mondiale non più a pezzi ma unificata dalla coppia criminale di Trump e Netanyahu.
*Post Facebook del 28 luglio 2026


