Annan in visita a Teheran: "l'Iran parte della soluzione in Siria".

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In visita ufficiale a Teheran, l'inviato congiunto della Lega Araba e delle Nazioni Unite in Siria, Kofi Annan, ha plaudito il tentativo dell'Iran di rendersi mediatore di una soluzione pacifica della crisi e si è dichiarato fiducioso sul rispetto della tregua, nonostante la scadenza di martedì non abbia fermato l'escalation delle violenze.
In una discussione con il ministero degli esteri iraniano, Ali Akbar Salehi, Annan ha definito il regime iraniano “come una parte importante al raggiungimento della soluzione”. Salehi, che martedì aveva richiamato al rispetto del cessate il fuoco, ha comunque ribadito come ad Assad debba essere concesso il tempo necessario per portare a compimento le riforme promesse. “Crediamo che il popolo della Siria, come altre nazioni, hanno il diritto di veder rispettate le libertà presenti negli altri paesi del mondo. Ma allo stesso tempo combatteremo ogni tentativo esterno di interferenza: il governo di Bashar al-Assad ha promesso di riformare il suo governo e bisogna accordargli tempo", ha dichiarato Salehi. Dopo le intimazioni di Mosca, anche Tehran, l'alleato chiave regionale di Damasco, ha iniziato ad aumentare le pressioni per il rispetto della tregua e del piano di pace in sei punti di Annan.
L'ex Segretario delle Nazioni Unite ha poi ribadito come fondamentale per intavolare una trattativa politica credibile tra le parti il previo rispetto della tregua, per permettere l'ingresso dei convogli umanitari e garantire le cure ai feriti. "Il processo politico dovrà poi garantire le aspirazioni del popolo siriano. Ma la posizione geopolitica della Siria è tale per cui ogni piccolo errore di calcolo può determinare conseguenze inimmaginabili",  ha dichiarato Annan. 
Il piano di pace proposto lo scorso mese da Annan prevede un cessate il fuoco ed il ritiro delle truppe da tutte le principali città. I ribelli ed il regime di Assad hanno entrambi aderito, ma, dopo che l'ultimatum di martedì è scaduto senza la cessazione delle violenze, Annan è tra i pochi a rimanere ottimista. "Penso che dalle sei di giovedì verranno rispettati gl accordi”, confermando di aver ricevuto assicurazioni in tal senso da Damasco. Rispetto alla richiesta di alcuni paesi come Arabia Saudita e Qatar di armare i ribelli, Annan ha dichiarato "che ogni tentatitvo ulteriore di militarizzazione avrebbe risvolti drammatici”. Nel frattempo, il Segretario di Stato Hillary Clinton, incontrerà nuovamente a Washington il ministro degli esteri russo Lavrov per cercare di persuadere Mosca ad un'azione più risoluta in ambito Consiglio di Sicurezza, di fronte al deteriorarsi della guerra civile ed il rischio di un allargamento del conflitto a livello regionale.

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