Attentato a Bogotà: 2 morti e 39 feriti

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Attentato a Bogotà: 2 morti e 39 feriti

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Martedì scorso un attentato dinamitardo a Bogotà è costato la vita a due persone e causato 39 feriti; l'attentato era rivolto all'ex ministro Fernando Londoño. Secondo alcune fonti sarebbe servito ad azzittire l'ex ministro, che insieme all'ex presidente colombiano Uribe, hanno avvisato l'attuale amministrazione colombiana, che è un errore non mantenere la linea dura contro la guerriglia.
Nonostante gli occhi di tutti si siano concentrati su questo attentato, può essere rilevante anche il fatto che la polizia abbia intercettato tre ore prima di questo fatto, sempre a Bogotà, un carro-bomba che secondo le informazioni era diretto alla stazione della Polizia Metropolitana. Non si può essere certi che i due fatti siano connessi, però la coincidenza suonerebbe molto strana. Non essendoci ancora stata una rivendicazione, non si può ancora colpevolizzare nessuno; quali potrebbero allora essere i motivi che avrebbero innescato questa reazione? Quelli più evidenti sono principalmente due: in primo luogo oggi è entrato in vigore il Trattato di Libero Commercio tra Colombia e Stati Uniti, in secondo luogo l'approvazione nel Congresso del "Marco por la Paz".
Nel primo caso si potrebbe pensare che gli autori dell'attentato possano essere le FARC, linea che al momento è seguita dalla polizia. In questo caso come sarebbero riusciti a far entrare gli esplosivi e posizionarli a Bogotà? si sarebbe quindi perso il controllo della capitale, dove fino ad oggi il gruppo guerrigliero non ha avuto molto successo? Senza dubbio la guerriglia ha già commesso attentati simili, ma pensando al modus operandi niente paragonato a quello che è successo ieri.
Nel secondo caso si potrebbe ipotizzare che la bomba sia stata innescata per mano dell'estrema destra, la quale considera che la riforma costituzionale stia preparando il perdono per la guerriglia. La domanda in questo caso sarebbe: perché attentare alla vita di Londoño che è un rappresentante della destra? però anche questa ipotesi non è del tutto da scartare. In passato ci sono stati eventi simili.
Al di là di queste ragioni, ce ne sono altre meno evidenti: per esempio coloro che vogliono creare malumore intorno all'operato del governo. Lo stesso Santos - presidente della Colombia -  ha parlato mesi fa dell'esistenza di una mano nera, o meglio dell'esistenza di due mano nere che sono in agguato. Mani nere di estrema sinistra e di estrema destra.
Alla prima le ha dato forma e sostanza: le FARC. Per quanto riguarda la destra, l'ha definita come coloro che si oppongono alla "Legge delle vittime" e alla restituzione delle terre, vincolandola al narcotraffico: "assassinano i contadini che cercano di recuperare le loro terre", aveva dichiarato Santos.
C'è un ultima ipotesi che riguarda la crisi che stanno vivendo sia l'Esercito che la polizia. Ci sarebbero alcuni settori scontenti, che vorrebbero provocare caos per aprirsi la strada in queste istituzioni.
Per il momento senza una rivendicazione ufficiale si possono solo fare ipotesi, niente di più. Bisognerà attendere che le investigazioni della polizia vadano avanti nella speranza che aprano la strada alla verità.

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