Bahrein: posticipato il verdetto di al-Khawaja. Scontri anche dopo il GP

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Bahrein: posticipato il verdetto di al-Khawaja. Scontri anche dopo il GP

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La Corte suprema del Bahrein ha posticipato di una settimana il verdetto finale sull'attivista dei diritti umani Abdulhadi al-Khawaja, in sciopero della fame in carcere con l'accusa di aver complottanto contro il regime sunnita al potere. Gli attivisti accusati nel processo erano stati condannati come parte della repressione del regime delle rivolte sciite iniziate nel febbraio del 2011 sull'onda emotiva della primavera araba. Circa 35 persone morirono nei primi mesi delle dimostrazioni che chiedevano riforme democratiche e la fine delle discriminazioni per la minoranza sunnita.
Secondo il governo del Bahrein Abdulhadi al-Khawaja è in buona salute in carcere dove deve scontare l'ergastolo. Ma la famiglia ha denunciato che dopo 11 settimane di sciopero della fame le sue condizioni sono in rapido deterioramento. E la moglie di Khawaja, Khadija al-Moussawi, ha dichiarato alla BBC che da venerdì il marito rifiuta anche di bere.
La decisione di posticipare il verdetto finale è frutto anche delle tensioni recente sorte per le nuove manifestazion di proteste in concomitanza con il Gran Premio di Formula Uno nel paese. Il governo aveva vanamente cercato di utilizzare l'evento sportivo a fini propagandistici con i slogan "uniF1ed" e "one nation, one celebration". Negli scontri che ne sono seguiti una persona è morta in un villaggio sciita non lontano dalla capitale Manama. Dopo la corsa svoltasi regolarmente domenica decine di persone, dando fuoco a pneumatici, hanno cercato di bloccare la strada tra il circuito di Sakhir e Manama. 
Molti governi occidentali ed organizzazioni dei diritti umani hanno chiesto la liberazione dei prigionieri politici in Baherein. Molti dei quali rimangono in carcere.

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