Bortnikov: “Contro di noi è stata dichiarata una vera e propria guerra di sabotaggio e terrorismo”
Traduzione a cura di Eliseo Bertolasi di parti dell'intervista rilasciata a Rossijskaya Gazeta, da Aleksandr Bortnikov, presidente del Comitato Nazionale Antiterrorismo (NAK Natsional’nyj Antiterroristiceskij Komitet)
Aleksandr Bortnikov, presidente del Comitato Nazionale Antiterrorismo (NAK Natsional’nyj Antiterroristiceskij Komitet) e direttore del Servizio di Sicurezza Federale Russo (FSB) il 10 marzo ha rilasciato un’intervista a “Rossijskaya Gazeta” in occasione del 20° anniversario della fondazione del NAK. Nella lunga conversazione con Vladislav Fronin, caporedattore della prestigiosa testata, Bortnikov ha descritto con precisione il livello attuale di minaccia che grava sulla Russia, non solo per mano del regime di Kiev ma anche per ingerenza dei servizi d’intelligence straniera:
«Ora, oltre alle organizzazioni terroristiche internazionali, ci troviamo di fronte ai servizi segreti ucraini e ai loro “burattinai” stranieri che, a quanto pare, hanno perso il senso della realtà a causa del loro apparente “permissivismo”. Questo rappresenta un livello di minaccia terroristica fondamentalmente diverso e più elevato. Le operazioni pianificate dal nemico sono diventate più complesse. Il loro livello d’intelligence e supporto tecnico è aumentato. I gruppi di sabotaggio e ricognizione dispiegati in territorio russo includono militari di carriera delle agenzie speciali ucraine e delle forze per operazioni speciali, addestrati per attività “dietro le linee”.
I servizi d’intelligence straniera si concentrano sulla creazione di reti clandestine, sul loro rifornimento e sulla conduzione di ricognizioni nelle vicinanze di potenziali obiettivi. La gamma d’individui reclutati per attività terroristiche tra cittadini russi e migranti si è ampliata. Allo stesso tempo, i servizi segreti stranieri stanno sfruttando attivamente il potenziale delle organizzazioni terroristiche internazionali e della criminalità per sostenere le loro attività sovversive. In sostanza, contro di noi è stata dichiarata una vera e propria guerra di sabotaggio e terrorismo, nella quale il nemico non solo tenta di sferrare attacchi mirati, ma indiscriminatamente attacca anche la popolazione civile con missili e droni».
Bortnikov è convinto si tratti di un vero e proprio “secondo fronte” nelle retrovie russe:
«In una situazione del genere, come si capisce, prevenire gli attacchi e reagire prontamente a essi può essere fatto solo con la forza, e allo stesso tempo appoggiandosi ai dati dell’intelligence, al controspionaggio e ai risultati delle operazioni investigative. Vorrei sottolinearlo ancora una volta: se a suo tempo non avessimo creato un sistema antiterrorismo di stato, il nostro lavoro sarebbe ora notevolmente ostacolato.
Il coordinamento generale delle attività di contrasto alle minacce terroristiche è affidato al Quartier generale Operativo Federale (FOSh - Federal’nyj Operativnyj Shtab) che comprende i responsabili delle forze dell’ordine. A livello regionale, la lotta al terrorismo è coordinata dalle sedi operative nelle entità costituenti la Federazione, formate dai responsabili delle unità regionali delle forze dell’ordine e guidate dai responsabili delle agenzie di sicurezza territoriale. Dal 2023, questo lavoro è stato svolto anche nei territori liberati. Cinque quartieri generali operativi nelle aree marittime sono responsabili della neutralizzazione delle minacce terroristiche in mare. L’adozione di misure di risposta prioritarie a livello municipale è attuata da gruppi operativi.
In tal modo si crea una chiara catena di comando verticale che consente di contrastare in modo coordinato ed efficace le sfide e le minacce identificate, anche nelle condizioni più difficili.
Nel 2025, in Russia sono state sventate le attività di 79 cellule terroristiche clandestine. Sono stati arrestati più di 2.500 banditi con i loro complici. 27 terroristi sono stati liquidati mentre opponevano resistenza armata.
Solo negli ultimi tempi, siamo riusciti a prevenire una serie di attacchi terroristici di alto profilo, tra cui l’assassinio di alti funzionari governativi e di personale di comando delle Forze Armate e della Guardia Nazionale, l’impiego di bombe artigianali e armi da fuoco sui mezzi pubblici e in condizioni d’intenso traffico passeggeri, un attentato dinamitardo a un condominio.. Molto è stato fatto, anche se non tutto finisce sulle “notizie”.
Nel 2025, le azioni congiunte degli organi di sicurezza e di polizia, sotto il coordinamento del NAK, hanno scongiurato 423 crimini di natura terroristica, tra cui 308 attentati».
Bortnikov ha spiegato come contro la Russia da parte del regime di Kiev sia stata scatenata un’autentica guerra di sabotaggio e terrorismo:
«Anche il regime di Operazioni Contro-Terrorismo introdotto nell’agosto 2024 nelle regioni di Kursk, Belgorod e Bryansk, al confine con l’Ucraina, ha contribuito a stabilizzare la situazione. Ha fornito una “barriera” affidabile alla penetrazione di gruppi di sabotaggio e ricognizione nemici in profondità nel nostro territorio, anche verso strutture industriali ed energetiche critiche, inoltre ha creato le condizioni per respingere le unità ucraine oltre i confini russi e impedire ulteriori sfondamenti.
Un esempio recente che ha palesemente dimostrato l’efficacia dei nuovi approcci al coordinamento delle azioni all’interno del Quartier generale Operativo Federale e delle sedi operative è stata la soppressione dell’ennesimo gruppo ucraino di sabotaggio e ricognizione, che ha tentato di penetrare in profondità nella regione di Bryansk nell’agosto del 2025. I sabotatori stavano pianificando una serie di attentati contro infrastrutture di trasporto e il blocco del traffico su una tratta ferroviaria regionale. Tre militari sono stati arrestati e sono attualmente in attesa di processo, mentre altri tre sono stati annientati nel tentativo di resistere.
Le minacce legate alle attività terroristiche del regime di Kiev si sono intensificate. In sostanza, contro il nostro Paese è stata scatenata una guerra di sabotaggio e terrorismo.
Questo lavoro è in corso. Il nemico sta sviluppando nuovi metodi per condurre sabotaggi e attacchi terroristici, e noi stiamo perfezionando le nostre contromisure. Il nostro compito è anticipare i loro piani e impedire qualsiasi conseguenza negativa. Siamo pienamente consapevoli che sotto l’attuale regime di Kiev, nel cui aggressivo corso anti-russo l’Occidente ha investito ingenti risorse e persino sacrificato la propria immagine internazionale, la minaccia terroristica non solo persisterà, ma aumenterà, anche a causa del deteriorarsi della situazione delle Forze Armate ucraine in prima linea. Siamo pronti a questo».
Alla domanda se esiste un piano per revocare il regime di Operazioni Contro-Terrorismo nella zona di confine con l’Ucraina Bortnikov ha risposto:
«Non ancora. La situazione rimane piuttosto tesa e il regime di Contro-Terrorismo ci consente d’identificare e reprimere rapidamente sabotaggi e attacchi terroristici dall’Ucraina. Credo che questo problema verrà risolto con l’avanzata delle truppe russe e la formazione di una “zona cuscinetto” lungo l’attuale confine di Stato. E affinché questa avanzata continui, concorderete, è essenziale garantire una retroguardia forte, affidabile e stabile».
Bortnikov ha inoltre illustrato quali sono le attuali strategie di prevenzione del terrorismo tra la popolazione:
«È ben noto che è molto più facile ed efficace prevenire un crimine che affrontarne le conseguenze in seguito. Tuttavia la parola “più facile” andrebbe sicuramente messa tra virgolette. Organizzare la prevenzione non è meno complesso che usare la forza per contrastare le minacce terroristiche. Pertanto, il lavoro sistematico in questo ambito è diventato una priorità della politica statale russa.
Il compito centrale è prevenire la diffusione dell’ideologia terroristica. L’apparato del NAK elabora e approva, col Presidente della Russia, piani quinquennali completi per delle attività pertinenti. Riuniti in un unico progetto, tali piani vengono attuati da ciascun ministero ed ente autorizzato nell’ambito delle rispettive responsabilità. Nello sviluppo e nell’attuazione di questi piani sono attivamente coinvolte istituzioni della società civile, tra cui varie associazioni pubbliche, organizzazioni di veterani, patriottiche e giovanili. Non rimangono in disparte nemmeno opinion leader, intellettuali creativi, personalità religiose, datori di lavoro e rappresentanti autorevoli delle comunità regionali e della diaspora, oltre a cittadini attenti alla questione.
È importante sottolineare che questo lavoro viene svolto non solo a livello federale, ma anche a livello regionale. Nelle entità costituenti della Federazione Russa, le Commissioni Antiterrorismo, presiedute dai governatori regionali, sono responsabili di questo lavoro. Strutture corrispondenti sono state istituite anche nei comuni.
Su base pianificata, viene implementata un’ampia gamma di misure preventive volte a promuovere un modo di pensare contro il terrorismo tra tutti i segmenti della popolazione. Stiamo conducendo attività di sensibilizzazione mirate a gruppi specifici di cittadini. Conduciamo colloqui individuali con persone che sono già cadute sotto l’influenza d’ideologi del terrorismo o che potrebbero cadervi. Il nostro obiettivo principale è proteggere i cittadini dalla prospettiva d’intraprendere un percorso criminale e alla fine rovinarsi la vita».
Fonte: https://rg.ru/2026/03/10/nak-novye-podhody-i-novye-resheniia.html

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