Calderon vuole cambiare il nome del Messico

A poco più di una settimana dalla fine del suo mandato, il presidente messicano propone di eliminare "Stati Uniti" dal nome del paese

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Il presidente uscente messicano, Felipe Calderon, ha proposto di cambiare la denominazione ufficiale del Paese con un progetto di legge trasmesso in Parlamento ad otto giorni dalla scadenza del suo mandato. Calderon con una proposta di riforma costituzionale vuole modificare l’attuale nome del Paese, Stati Uniti Messicani, ormai utilizzato solo nei documenti legislativi e diplomatici, ufficializzando Messico, “la parola che ogni messicano utilizza per riferirsi alla sua patria e che rimanda alle nostre radici indigene”, ha spiegato.  
La denominazione Stati Uniti Messicani risale al XIX secolo. Dopo l’indipendenza dalla Spagna (1821), il congresso scelse la forma federale, “copiando” anche nel nome il vicino del Nord, considerato il modello di democrazia più avanzato del mondo. “Ma ora non dobbiamo più imitare nessuno. E’ il momento di riappropriarci della bellezza e della semplicità del nome Messico. Un nome che cantiamo, che ci identifica e ci riempie di orgoglio”, ha aggiunto Calderon presentando la proposta.
Il mandato di Calderon termina il primo dicembre. Tra una settimana gli succederà infatti Peña Nieto, che ha vinto le elezioni di luglio, riportando il Partito rivoluzionario istituzionale al potere dopo 12 anni. “Forse altre proposte sono più urgenti, ma il cambio del nome riguarda la relazione simbolica con le nostre origini, la nostra cultura e soprattutto la nostra identità”, ha dichiarato Calderon.
La volontà di eliminare le parole Stati Uniti non è casuale. Nonostante la stretta collaborazione tra i due lati del Rio Bravo in materia di sicurezza e scambi commerciali, il rapporto di Calderon con Washington ha spesso vissuto momenti di tensione. Come l’anno scorso, quando attaccò l’ambasciatore statunitense Carlos Pascual, che in un cablo diffuso da Wikileaks si lamentava dell’inefficenza dell’esercito messicano. Due anni prima Hillary Clinton aveva invece criticato Calderon per l’aumento della violenza dovuta alla lotta contro i narcos. I detrattori di Calderon sostengono proprio che la proposta sia un tentativo in extremis per distogliere l’attenzione dagli insuccessi della lotta al narcotraffico - nei suoi sei anni di mandato sono morte 60 mila persone - ed essere ricordato come il presidente che ha cambiato il nome al Paese. Nell'ultimo discorso ufficiale alla Marina si è difeso così: “Solo la storia potrà giudicare chi ha combattuto per un Messico libero”. 

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