Convention democratica di Charlotte: Obama rilancia la sfida

“L'America si trova di fronte alla scelta tra due visioni del futuro", Obama accetta la nomination presidenziale

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Convention democratica di Charlotte: Obama rilancia la sfida

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Alla Convention democratica di Charlotte, Barack Hussein Obama accetta la nomination presidenziale tra l'entusiasmo dei delegati. Nel suo discorso di giovedì ha subito chiarito che “l'America si trova di fronte alla scelta tra due visioni del futuro" totalmente differenti. Rispetto a quattro anni fa "i tempi sono cambiati e anch'io sono cambiato. Non sono più solo un candidato, sono il presidente". Non indulge in troppo facili promesse. "Non faccio finta che la strada che vi indico sia veloce o facile", scandisce dal palco tutto azzurro della Time Warner Cable Arena, ma su una cosa non ha dubbi: "I nostri problemi possono essere risolti, le nostre sfide vinte". Risolti e vinti se gli americani lo confermeranno presidente. Perché "nei prossimi anni a Washington saranno prese grandi decisioni, sul lavoro e sull'economia, sulle tasse e sul deficit, sull'energia e sull'istruzione, sulla guerra e la pace". Decisioni che avranno un impatto enorme sulla "nostra vita e su quella  dei nostri figli per i prossimi decenni".  
Gli obiettivi che pone per superare la crisi "del nostro paese" riguardano ogni campo: industria manufatturiera, energia, istruzione, sicurezza nazionale, deficit. Su questi punti le promesse non mancano. Entro il 2016 verranno creati "un milione di nuovi posti di lavoro" nell'industria manufatturiera, le esportazioni saranno raddoppiate nei prossimi due anni, entro il 2020 le importazioni di petrolio saranno "tagliate della metà" e ci saranno 600mila nuovi lavori nell'estrazione di gas naturale. Un programma ambizioso (e difficile) in campo scolastico. "Le rette dei college saranno tagliate della metà nei prossimi dieci anni", assicura il presidente, e per quella data promette anche che verranno assunti 100mila insegnanti di scienze e matematica. Sul deficit la missione quasi impossibile: "Lo ridurremo di 4mila miliardi nel prossimo decennio". Il presidente ha dunque rilanciato il New Deal, reclamando quello "sforzo comune, quella condivisione delle responsabilità e quella audace sperimentazione perseguita da Franklin Delano Roosevelt durante la sola crisi peggiore di questa", dopo il crollo Wall Street nel 1929.
A due mesi dal giorno delle elezioni, ormai è chiaro che sarà un testa a testa fino in fondo con il candidato repubblicano Mitt Romney. "Non sarà solo una scelta tra due candidati o due partiti", ricorda Obama perché di fronte ci sono due visioni e l'America dovrà scegliere tra due strade che sono "nettamente diverse". Lui non indica quella facile. "Non l'ho mai fatto. Non mi avete eletto per dirvi quello che volete sentirvi dire, mi avete eletto per dirvi la verità. E la verità è che ci occorre più di qualche anno per risolvere sfide che si sono accumulate per decenni".

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