Dazi USA e frattura transatlantica: la Germania apre al dialogo con la Cina

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Dazi USA e frattura transatlantica: la Germania apre al dialogo con la Cina

La Germania guarda a Est mentre i rapporti transatlantici attraversano una nuova fase di tensione. Il cancelliere Friedrich Merz ha annunciato l’intenzione di cercare “partnership strategiche” con la Cina durante una visita prevista nei prossimi giorni, sottolineando come politica estera ed economica siano ormai inseparabili. Un messaggio che arriva mentre gli Stati Uniti, sotto la guida di Donald Trump, rilanciano la minaccia di nuovi dazi contro diversi Paesi europei, Germania inclusa.

Parlando a un evento della CDU in Baviera, Merz ha rivendicato l’interesse strategico di Berlino a collaborare con partner “disposti a plasmare il futuro”, in un contesto in cui le tariffe statunitensi rischiano di colpire un’economia tedesca già sotto pressione. Da qui la risposta europea: un fronte comune di otto Paesi ha avvertito che la guerra commerciale minaccia la sovranità e può innescare una pericolosa spirale di ritorsioni.

Il cancelliere tedesco non ha usato mezzi termini: “Non ci staremo”, ha detto a proposito dei dazi, ribadendo che l’Europa è in grado di difendersi. Al tempo stesso, Merz ha riconosciuto che la leadership globale degli Stati Uniti è sempre più contestata e che tra le due sponde dell’Atlantico si è aperta una frattura culturale ed economica. In questo scenario, Pechino diventa un interlocutore inevitabile. Merz ha parlato di cooperazione futura con la Cina, pur continuando a descriverla come una sfida strategica. Un approccio ambivalente, ma indicativo di un cambio di passo: Berlino sembra sempre più consapevole di dover bilanciare il rapporto con Washington con un dialogo strutturato con Pechino.

Non a caso, a Monaco il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha assicurato la disponibilità della Cina a rafforzare la partnership strategica con la Germania. Se confermata, la visita di Merz potrebbe segnare un punto di svolta: non un allontanamento dagli Stati Uniti, ma il tentativo europeo di non restare ostaggio di dazi, ultimatum e guerre commerciali.


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