Due dati (impressionanti) ISTAT e le priorità del governo Meloni

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Due dati (impressionanti) ISTAT e le priorità del governo Meloni

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di Alessandro Volpi*

 

Dati impressionanti, ma che non modificano in alcun modo le priorità della politica. Due numeri in particolare forniti da Istat e lo sono davvero crudi. Il primo. In Italia ci sono 13,5 milioni di persone che sono in povertà o a rischio esclusione sociale. Il secondo. Dal 2008 i salari reali degli italiani sono crollati dell'8,7%. In pratica esiste poco meno del 25% della popolazione che vive in condizioni difficilissime e la gran parte dei lavoratori sono decisamente sottopagati. Nonostante questo in Italia ci sono 71 miliardari che pagano un'aliquota pari allo 0,2% del loro patrimonio.

Nonostante questo, nel nostro paese, le banche hanno realizzato utili in due anni per quasi 100 miliardi, così come hanno realizzato utili straordinari le società che producono e distribuiscono energia, con una rilevante partecipazione pubblica, e hanno incassato profitti le multiutility dei servizi: in entrambi i casi senza alcun beneficio per gli utenti sottoposti a tariffe e prezzi sempre più alti. Nonostante questo brutale impoverimento, la tassazione sulle rendite finanziarie è ferma al 26%, come quella sulle rendite immobiliari. Nonostante questo non esiste un prelievo fiscale sulle grandi piattaforme digitali americane e sui colossi big tech. Nonostante questo le aziende beneficiate dai fondi Pnrr hanno sede fiscale in paradisi dove non si pagano imposte.

Nonostante questo non esiste alcun dibattito sulla ricostruzione di meccanismi di adeguamento delle retribuzioni all'aumento dell'inflazione. Nonostante questo, la politica discute di mettere soldi pubblici nel riarmo perché siamo in guerra e la simpatica Commissione europea prepara un piano di prevenzione dove è previsto un kit di sopravvivenza e consente la deroga al Patto di stabilità solo per comprare strumenti di guerra.

Nonostante questo la spesa sanitaria pubblica si avvicina al 6% di un Pil che non cresce, spingendo centinaia di migliaia di italiani verso la sanità privata. Ma fino a quando non parleremo dei temi veri?

 

*Post Facebook del 27 marzo 2025

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