Governi tecnici e di centro sinistra tra i più attivi nei progetti sulle armi di ultimissima generazione

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Governi tecnici e di centro sinistra tra i più attivi nei progetti sulle armi di ultimissima generazione

 

di Federico Giusti

Il Parlamento della Repubblica ha trasmesso  la documentazione necessaria ad aprire i lavori parlamentari sugli aerei da combattimento di sesta generazione, i cosiddetti Future Combat Air System (FCAS) destinati a prendere il posto dei vecchi caccia da guerra.

Abbiamo letto lo Schema di decreto ministeriale relativo al programma pluriennale di armamento 

Con GCAP, o Global Combat Air Programme,  intendiamo quel programma internazionale  che dovrebbe dare vita, entro il 2035, a un nuovo aereo da guerra con sistemi di intelligenza artificiale e droni collegati, frutto della collaborazione di tre paesi riuniti in Consorzio: Italia, Regno Unito e Giappone.
 
Presupponiamo che la spesa preventivata sia già inclusa negli investimenti per il settore militare  inclusi nell'ultima  Legge di Bilancio e  sapendo quanto sia difficile ricollegare ogni singola e specifica voce al programma di sviluppo bellico ad essa collegato.
 
Da quello che sappiamo il percorso di programmazione è assai avanti e il passaggio obbligato in Parlamento è legato alla approvazione di tutte le spese militari per più anni di una certa entità.
 
Leggiamo testualmente

Il Codice dell'ordinamento militare (COM, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010) prevede che vengano trasmessi alle Camere, ai fini dell'espressione del parere delle Commissioni competenti, gli schemi di decreto concernenti i programmi finanziati attraverso gli ordinari stanziamenti di bilancio e non riferiti al mero mantenimento delle dotazioni o al ripianamento delle scorte.
I pareri devono essere espressi entro quaranta giorni dalla data di assegnazione. Qualora non intenda conformarsi alle condizioni formulate dalle Commissioni competenti, ovvero quando le stesse
Commissioni esprimano parere contrario, il Governo trasmette nuovamente alle Camere lo schema di decreto corredato delle necessarie controdeduzioni, per i pareri definitivi delle Camere da esprimere entro trenta giorni dalla loro assegnazione. In tal caso, qualora entro il termine indicato le Commissioni competenti esprimano parere contrario a maggioranza assoluta dei componenti, motivato con
riferimento alla mancata coerenza con quanto previsto nel Documento programmatico pluriennale della difesa (DPP) di cui al comma 1 dell'articolo 536 del Codice, il programma non potrà essere adottato.
In ogni altro caso, il governo potrà invece procedere all'adozione del decreto.
 
La rapida approvazione del piano offrirebbe anche un segnale agli altri due paesi per entrare velocemente nella fase attuativa, per iniziare la quale serve l'autorizzazione preventiva del Parlamento  chiamato a decidere su una cifra rilevante ossia i circa 19 miliardi di euro che dovrebbero spettare all'Italia, praticamente il triplo della cifra iniziale per lo sviluppo del GCAP. 
 
Ma quali sono le aziende capofila di questo progetto?
 
Lo apprendiamo direttamente dalla documentazione ufficiale
 
Le aziende capofila, per i rispettivi Paesi sono Leonardo, Bae Systems (Regno Unito) e Mitsubishi (Giappone). Per l'Italia si preveda la partecipazione anche delle aziende MBDA Italia, Elettronica e
Avio GE, oltre che di ulteriori realtà industriali minori, anche tra le PMI.
La relazione illustrativa sottolinea che il programma ha l'obiettivo di instaurare "un processo di cooperazione che coinvolgerà, oltre alle aziende leader nel settore, piccole e medie imprese, centri di ricerca e università, formando così un network di competenze capace di mettere a sistema le eccellenze nazionali attive sia in ambito industriale che accademico". "Il GCAP – si legge ancora nella relazione illustrativa - realizzerà tecnologie innovative con rilevanti ricadute in termini di
occupazione, competenze e know-how per tutto l'ecosistema industriale nazionale. Il modello di collaborazione impostato con i paesi partner è stato strutturato su diversi livelli di competenza in oltre 50 aree tecnologiche e consentirà di accrescere le capacità conoscitive, operative, sistemiche e produttive nazionali con indubbie e
rilevanti ricadute in termini economici sull'intero sistema industriale nazionale. GCAP rappresenta, pertanto, l'opportunità di costituire il laboratorio scientifico-tecnologico nazionale, proiettando in un unico programma di lunga durata, la visione strategica di sicurezza del nostro Paese".
La relazione sottolinea anche che la scelta del Regno Unito come sede principale dell'organizzazione "sarà bilanciata dall'assegnazione a favore di rappresentanti italiani e giapponesi delle cariche apicali dell'Agenzia nei primi anni di funzionamento"
 
 
 
Sono anni che si susseguono audizioni in Parlamento,  girando per i siti governativi esce fuori la notizia che da quasi 10 anni il caccia di nuova generazione è oggetto di discussione 
 
 
Il potenziamento e l'ammodernamento dell'esercito italiano parte ben da prima del Governo Meloni e con particolare impegno bellicista del centro sinistra perfino in anni come quelli pandemici, anni nei quali si parlava pubblicamente di investimenti economici a sostegno dell'economia e delle famiglie colpite dalla erosione del potere di acquisto e dalla perdita di posti di lavoro salvo poi scoprire che l'attenzione maggiore era rivolta al settore militare.
 
 
 
 
Nel corso del tempo l'aumento esponenziale della spesa è stato via via certificato a conferma che la intelligenza artificiale e il suo utilizzo in ambito militare non sono una novità degli ultimissimi anni, già 3 anni fa, nel Documento programmatico Pluriennale della Difesa, erano documentati gli aumenti di spesa
 
E sempre guardando ai documenti ufficiali si evince un impegno dell'Italia su più fronti
 
In relazione ai velivoli Eurofighter, si ricorda che il 3 luglio 2024 il Governo ha presentato alle Camere lo Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 1/2024, relativo all'acquisizione di n. 24 velivoli F-2000 e al supporto tecnico-logistico dell'intera flotta" (Atto del Governo n.176). Il provvedimento
ha ricevuto parere favorevole dalla Commissione difesa della Camera e dalla Commissione esteri e difesa del Senato
 
 
La discussione in atto conferma che stanno da anni lavorando
  • all'utilizzo della intelligenza artificiale a fini militari,
  • alla crescita della filiera aerospaziale nazionale settore trainante delle spese belliche nazionali e comunitarie;
  • a dimostrare che il complesso militare sarebbe più conveniente e utile per l'economia degli altri settori anche quando (lo documenta Roberto Romano) risulta con utili e ritorni occupazionali inferiori 
  • a creare un polo produttivo militare con tanto di indotto ad alta tecnologia

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L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA

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"Questo genocidio non si è limitato a distruggere la mia vita o tutto ciò che possedevo: è andato ben oltre. Mi ha distrutto dall’interno.
Ha spazzato via la pace dal mio cuore, ha frantumato la stabilità della mia mente e mi ha contagiato con una strana sindrome dell’anima. "

Potrebbero benissimo essere parole di un sopravvissuto alla Shoah… 
In realtà sono parole di Wasim Said, sopravvissuto al genocidio a Gaza autore di questa testimonianza esclusiva:

https://www.ladedizioni.it/prodotto/linferno-del-genocidio-a-gaza/

Federico Giusti

Federico Giusti

Federico Giusti nasce a Pisa nel 1966, si laurea in letteratura italiana e subito dopo inizia a lavorare come precario per poi entrare in Comune nel 1999.

Delegato sindacale prima dei Cobas e oggi della Cub è stato attivo nei movimenti studenteschi e per il diritto all'abitare Oggi fa parte dell'ufficio stampa dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ha dato vita a un gruppo di studio con Emiliano Gentili e Stefano Macera ed è tra gli animatori di Radio Grad. E' sposato con figli e nipoti.

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