Homs sotto assedio

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Homs sotto assedio

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Dopo un mese di intensi bombardamenti, mercoledì pomeriggio la roccaforte ribelle Homs è divenuta l'oggetto di una massiccia operazione campale guidata dalla quarta Divisione dell'esercito siriano, truppe speciali comandate dal fratello di Assad, Maher. Secondo fonti vicine al regime, Bab Amr, il quartier generale operativo dell'opposizione, sarebbe già sotto il controllo delle forze del regime. Notizia smentita dagli attivisti, che hanno invece affermato come i combattimenti siano ancora intensi soprattutto nell'area circostante il campo di calcio al-Bassel. Si tratta, tuttavia, di notizie difficili da confermare, visto che nella zona non sono più presenti giornalisti, presi di mira nei giorni scorsi dai bombardamenti delle forze fedeli al regime. Sicuramente si tratta di un'offensiva che per il regime di Assad deve risultare definitiva.

Mentre medicinali e viveri iniziano a scarseggiare nelle zone più colpite, Valerie Amos, sotto segretario generale delle Nazioni Unite per le questioni umanitarie, non ha ottenuto il lascia passare dal Libano per monitorare la situazione. Intanto, la diplomazia internazionale è impegnata nel cercare una soluzione all'emergenza in atto. Al Consiglio di sicurezza si apre uno spiraglio sull'approvazione della nuova risoluzione preparata dalla diplomazia francese e americana: dopo il precedente veto di Russia e Cina, il nuovo testo si concentra solamente sull'imposizione di un cessate il fuoco e dell'invio di convogli umanitarie per soccorrere i civili nelle zone più colpite. Martedì il ministro degli esteri cinese Yang Jiechi ha  lasciato intendere, in un colloquio con il segretario della Lega Araba Nabil Elaraby, che il suo paese è pronto a supportare l'invio di una tale missione umanitaria.  La Russia, isolata, potrebbe così cedere.

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