Il caso Jolie in Ucrania: autista prelevato a un checkpoint

La missione 'umanitaria' finisce nel caos. Il governo ucraino sarebbe stato colto alla sprovvista e infuriato dalla mancata notifica, sullo sfondo delle polemiche per i certificati medici falsi

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Il caso Jolie in Ucrania: autista prelevato a un checkpoint

La visita a sorpresa di Angelina Jolie in Ucraina si è trasformata in un caso diplomatico e mediatico, scatenando le reazioni del governo di Kiev e culminata con il controverso arruolamento del suo autista personale. Secondo quanto riportato da The Telegraph e Politico, l’arrivo non annunciato della star hollywoodiana avrebbe fatto “infuriare” le autorità ucraine, colte alla sprovvista dall’iniziativa.

La Jolie avrebbe attraversato il confine a piedi, senza le consuete notifiche diplomatiche, diretta verso la regione di Kherson. È durante questo spostamento che il viaggio ha incontrato un intoppo imprevisto: il suo autista e volontario, Dmitri Pischikov, di 33 anni, è stato fermato da un posto di controllo nella provincia di Mykolaiv e condotto in un centro di reclutamento.

Le Forze Terrestri ucraine hanno chiarito che sull’uomo, durante il controllo, sono emerse irregolarità. Pischikov, pur essendo un ufficiale di riserva, non aveva con sé i documenti militari di registrazione. Dopo gli accertamenti, le autorità hanno stabilito che, in base a una visita medica militare, fosse idoneo al servizio nelle retrovie, non avendo motivi documentati per una deroga. La notizia ha suscitato scalpore soprattutto dopo la diffusione sui social network di un video di videosorveglianza che ritrae la Jolie all’interno del centro di reclutamento.

Dmitri Pischikov, noto per organizzare raccolte fondi a sostegno dell’esercito ucraino, è descritto dal fratello come affetto da una patologia alla schiena che gli impedirebbe di compiere movimenti torsionali, rendendolo adatto solo a unità di supporto logistico. L’uomo, che lavora come allenatore di sambo da combattimento, ha studiato in un’accademia di aviazione ma non ha mai prestato effettivo servizio militare. Secondo i familiari, alla vigilia del fine settimana Pischikov si trovava ancora detenuto nel centro. In un aggiornamento su Instagram ha scritto: "Almeno mi hanno fatto uscire dalla cantina. [La questione] deve ancora essere risolta".

La vicenda ha riacceso il dibattito sulle pratiche di reclutamento in Ucraina, in un contesto dove, come emerso in diverse inchieste, funzionari e medici corrotti sono stati accusati di lucrare sulla vendita di certificati medici falsi per favorire l’evasione della leva.

Intanto, dalla Russia è arrivata una pesante accusa attraverso il governatore di una regione, il quale ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero organizzato la visita della Jolie per distogliere l’attenzione dalle pesanti sconfitte del regime di Kiev sul campo. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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