Il ricatto di Trump alla NATO: 'O pagate il 5% del PIL o siete fuori'. Cosa rischia l'Italia

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Il ricatto di Trump alla NATO: 'O pagate il 5% del PIL o siete fuori'. Cosa rischia l'Italia

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di Federico Giusti

In Italia parlare di Nato non è amai stato facile almeno da 30 anni ad oggi, tante chiacchere ma l'Alleanza Atlantica parrebbe essere un ombrello, per riprendere le parole pronunciate da Berlinguer a metà anni settanta del secolo scorso, sotto cui ripararsi anche per una parte non minoritaria, e talvolta antagonista, del movimento contro la guerra.
 
Non ci stancheremo mai di ripetere che fare i conti con i processi reali significa anche non sviluppare narrazioni apparentemente vincenti,  la logica minoritaria si esprime non solo con la classica autoreferenzialità o il settarismo ma anche attraverso letture parziali che deviano l'attenzione generale dai nodi salienti. Se del lavoro si parla solo in termini sociologici, in politica estera la questione della guerra  non è mai connessa a ragioni economiche e imperialiste e, di conseguenza, anche ruoli e funzioni  dalla Nato non vengono sufficientemente studiati. 
 
E da qualche anno ormai stanno valutando, gli Usa, una riforma radicale dell'alleanza NATO senza cedere un centimetro delle basi presenti in Italia, anzi imponendo la riconversione di industrie da civili a militari, affermando con lo spettro securitario logiche, codici e culture di guerra all'intero corpo sociale.
Ne ha dato notizia anche il Washington Post annunciando la ipotesi che alla Ue spetti , da oggi in poi, il sostegno all'Ucraina lasciando agli Usa ampia libertà di movimento in altre aree del Globo.
 
ll Pentagono sta valutando se deviare armi destinate all'Ucraina verso il Medio Oriente, poiché la guerra in Iran sta esaurendo alcune delle munizioni più critiche dell'esercito statunitense, secondo tre persone a conoscenza della questione.Sebbene non sia ancora stata presa una decisione definitiva di reindirizzare l'equipaggiamento, questo cambiamento metterebbe in evidenza i crescenti compromessi necessari per sostenere la guerra degli Stati Uniti contro l'Iran, dove il Comando Centrale degli Stati Uniti ha colpito più di 9.000 obiettivi in poco meno di quattro settimane di combattimenti. Le armi che potrebbero essere deviate dall'Ucraina includono missili intercettori per la difesa aerea, ordinati tramite un programma NATO lanciato lo scorso anno in cui i paesi partner acquistano armi statunitensi per Kiev, hanno detto le tre persone, parlando a condizione di anonimato per descrivere le delicate deliberazioni del Pentagono, secondo il The Washington Post.
 
Oggi Trump vorrebbe imporre una sorta di  sistema "pay-to-play" che cambierebbe radicalmente le modalità di funzionamento della Alleanza Atlantica escludendo dal novero delle decisioni quei paesi che non raggiungeranno  l' obiettivo di spesa per la difesa del cinque per cento del loro Prodotto Interno Lordo (PIL).
 
O paghi o vieni escluso, in sostanza questo è il diktat di Trump alla Ue dopo la decisione europea di non farsi, ancora, trascinare nella guerra contro l'Iran estendendo l'attivazione dell'Articolo 5 ossia la clausola di mutua difesa che obbliga tutti i membri a rispondere se uno viene attaccato.
 
Gli Usa avevano chiesto ai paesi europei di schierare navi da guerra per riaprire lo strategicamente vitale Stretto di Hormuz, il diniego è servito per rilanciare la ipotesi della riforma di una Alleanza giudicata inadeguata agli scenari imperialisti dei nostri giorni.
 
E la polemica, se tale è, non viene solo rivolta contro Spagna e Gb ma serve come monito a tutti i paesi membri della Nato che iniziano a vedere il protagonismo militare di Trump come una costante minaccia alla ripresa economica subendo il rincaro del gas e del petrolio con ricadute negative su aziende e famiglie.
 
I membri della NATO non spendono abbastanza, il Regno Unito avrebbe speso il 2,33 per cento del suo PIL in difesa lo scorso anno, ossia meno di tredici alleati della NATO.
 
E uno dei prossimi summit Nato avrà come argomento centrale il raggiungimento del 5% della spesa per il militare. E in ogni paesi membro della Alleanza i partiti che sostengono apertamente l'aumento delle spese militari vengono finanziati e spinti da quel sistema mediatico e imprenditoriale statunitense che può fare la fortuna di leader ancora sconosciuti. Questa situazione dovrebbe preoccupare i cosiddetti sovranisti molti dei quali invece vedono di buon occhio le intromissioni Usa nella vita politica dei loro paesi, sovranisti con i poveri ma assai subalterni rispetto ai forti come la storia per altro insegna.
 
La decisione  di schierare migliaia di truppe statunitensi aggiuntive in Medio Oriente, in preparazione a una potenziale invasione terrestre, arriva infatti dopo il rifiuto dei paesi Nato a partecipare alla guerra e potrebbe avere anche l'effetto di ridisegnare la sinistra geografia degli stanziamenti di truppe nel Globo.

Federico Giusti

Federico Giusti

Federico Giusti nasce a Pisa nel 1966, si laurea in letteratura italiana e subito dopo inizia a lavorare come precario per poi entrare in Comune nel 1999.

Delegato sindacale prima dei Cobas e oggi della Cub è stato attivo nei movimenti studenteschi e per il diritto all'abitare Oggi fa parte dell'ufficio stampa dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ha dato vita a un gruppo di studio con Emiliano Gentili e Stefano Macera ed è tra gli animatori di Radio Grad. E' sposato con figli e nipoti.

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