Iran, risposta di fuoco: missili “Nasrallah” e attacchi su larga scala contro Israele
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato il lancio della 65ª ondata dell’operazione “True Promise 4”, una campagna di rappresaglia contro Israele e i suoi alleati regionali. Per la prima volta, Teheran ha impiegato i nuovi missili balistici guidati “Nasrallah”, evoluzione dei sistemi Qadr già utilizzati in precedenti attacchi. Secondo fonti ufficiali, i raid hanno colpito obiettivi strategici come le raffinerie di Haifa e Ashdod, tra le principali infrastrutture energetiche israeliane, oltre a centri militari e di supporto logistico. Le esplosioni sono state segnalate in diverse aree del nord, incluse Haifa e le alture del Golan, mentre il premier Benjamin Netanyahu ha tenuto un briefing da un bunker sotterraneo. L’offensiva arriva all’indomani di attacchi contro il gigantesco giacimento di gas South Pars, condiviso tra Iran e Qatar.
I bombardamenti hanno causato incendi e la temporanea chiusura di alcune sezioni dell’impianto. Anche il Qatar ha denunciato danni significativi nel complesso industriale di Ras Laffan, pur senza vittime. Parallelamente, l’Iran ha esteso le operazioni a obiettivi statunitensi nella regione. Missili a medio raggio Qiyam e Zolfaghar hanno colpito basi in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, inclusi centri logistici e di comunicazione delle forze USA. Tra i bersagli figura anche la base di al-Zafra, accusata da Teheran di supporto operativo contro l’Iran. L’impatto si è fatto sentire anche sul fronte civile ed economico. L’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv ha subito danni significativi, con una riduzione del 50% dei voli internazionali e numerose cancellazioni da parte delle compagnie aeree. Scene di panico sono state riportate tra la popolazione, con lunghe code agli aeroporti e tentativi di lasciare il Paese.
Sul piano militare, un alto comandante iraniano ha dichiarato che Teheran ha “altre sorprese” in serbo per Stati Uniti e Israele, citando tra queste l’abbattimento di un caccia stealth F-35. Quello che emerge con forza è che la Repubblica Islamica sta reagendo a un attacco proditorio subito sul proprio territorio da parte di Stati Uniti e Israele, trasformando la difesa in una dimostrazione di potenza militare e capacità strategica. La precisione degli attacchi, la varietà dei sistemi impiegati e la profondità delle operazioni hanno colto di sorpresa anche i suoi avversari, evidenziando una forza che ha stupito persino la più ampia coalizione ostile.
In questo scenario, l’Iran non appare come un attore isolato, ma come una potenza capace di resistere, rispondere e fianche ribaltare i rapporti di forza sul campo utilizzando tattiche di guerra asimmetrica.
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