Israele: Confiscati fondi fiscali palestinesi

Israele aveva già annunciato la costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania

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Israele: Confiscati fondi fiscali palestinesi

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Il governo israeliano ha approvato una risoluzione che respinge il voto dell'Assemblea Generale dell'Onu che ha riconosciuto la Palestina come "Stato non membro osservatore permanente. “Il popolo ebraico ha diritti naturali, storici e legali sulla sua madrepatria con Gerusalemme capitale", afferma il testo approvato. Il testo sottolinea che in nessun modo la risoluzione Onu potrà essere una base per futuri negoziati con i palestinesi né fornisce una via per una soluzione pacifica

Dopo l’annuncio della costruzione di 3mila nuovi alloggi in Cisgiordania, nella cosiddetta Area E1, che collega Gerusalemme Est alla colonia di Ma’aleh Adumim, il ministro delle finanze israeliano,Yuval Steinitz, ha confermato la decisione di confiscare 420 milioni di shekel (circa 92 milioni di euro) dei fondi fiscali che Israele raccoglie per conto dell'Autorità Nazionale Palestinese – sulla base del Protocollo di Parigi del 1994 -  per pagare il debito dell'Anp per la fornitura elettrica  Più volte, Israele ha usato un simile potere per fare pressioni politiche sull'AP, ritardando il trasferimento del denaro dovuto.   
La decisione di costruire in Cisgiordania è stata molto criticata a livello internazionale. L'Unione europea ha ripetutamente affermato che "l’espansione degli insediamenti è illegale secondo il diritto internazionale e costituisce un ostacolo alla pace" ."Chiedo al governo di Israele di mostrare il suo impegno a favore dei negoziati non portando avanti questo progetto", si legge in una nota rilasciata da Catherine Ashton. Per Ban Ki-moon i nuovi insediamenti sarebbero "un colpo fatale alla pace" e alla "soluzione dei due Stati". Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato però chiaro: "Israele continuerà a costruire a Gerusalemme e in ogni luogo sulla mappa degli interessi strategici di Israele".
Lunedì i governi di Francia e Gran Bretagna hanno convocato gli ambasciatori israeliani per delucidazioni sul progetto dei nuovi insediamenti. La Gran Bretagna si è riservata il diritto di intraprende altre misure dopo un eventuale confronto  con Israele, USA e UE.
Di ritorno a Ramallah dopo il voto dell’Assemblea Generale Onu, il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas, è stato accolto da un'immensa folla ."Adesso abbiamo uno Stato”, ha detto Abbas. “La Palestina ha compiuto un risultato storico alle Nazioni Unite e voi, uomini e donne della Palestina, siete parte di questo risultato. Il mondo ha detto a voce alta sì allo Stato della Palestina, sì alla libertà della Palestina, sì all'indipendenza della Palestina, no all’aggressione, no agli insediamenti, no all'occupazione". Abbas ha promesso che dopo la vittoria alle Nazioni Unite, il suo compito  “primo e più importante" sarebbe stato quello di realizzare l'unità palestinese e rilanciare gli sforzi per riconciliare Fatah e Hamas. "Studieremo nel corso dei prossimi giorni i passi necessari per realizzare la riconciliazione". "Rialzate la testa, perché siete palestinesi". 
A Gaza, intanto, in un incontro con una delegazione dell’Assemblea parlamentare e universitaria europea, il leader di Hamas Ismail Haniyeh ha detto che ''è giunto il momento di rimuovere Hamas e le altre fazioni della resistenza palestinese dalla lista delle organizzazioni terroristiche internazionali”.

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