Israele e la Convenzione sulle armi chimiche

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Israele e la Convenzione sulle armi chimiche

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L'adozione da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu di una risoluzione che prevede che la Siria distrugga le sue armi chimiche e aderisca alla Convenzione sulle armi chimiche (CWC) ha spostato l'attenzione sulle presunte armi di distruzione di massa in possesso di Israele e da più fronti si sono levati appelli affinchè Israele abbandoni la deterrenza nucleare e aderisca al Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). In realtà, sostiene Mark Fitzpatrick, direttore del Programma di non proliferazione e disarmo dell'IISS, non c'è tutta questa logica nel sostenere che dal momento che la Siria non avrà più armi chimiche, Israele non avrà bisogno di armi nucleari. Israele non avrebbe bisogno di armi nucleari in ogni caso dal momento che le sue forze convenzionali sono di gran lunga superiori a quelle di tutti gli altri paesi nella regione e le minacce terroristiche che deve affrontare non sono estinguibili ricorrendo all'arma nucleare. Per firmare il TNP sarebbero necessari confini pacifici e un ambiente stabile di sicurezza regionale. Condizioni al momento assenti, come ricorda lo stesso Fitzpatrick. Ciò che invece Israele potrebbe fare è ratificare la Convenzione sulle armi chimiche.

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