La proposta egiziana a Trump e il futuro di Gaza

5174
La proposta egiziana a Trump e il futuro di Gaza

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

 

Un piano alternativo a quello del presidente statunitense Donald Trump, basato sull’appropriazione della Striscia di Gaza espellendone la popolazione, è stato elaborato dall’Egitto, secondo quando riferito dal media Al-Araby al-Jadeed.

Nell’articolo si precisa che il piano sarà presentato a Trump dopo essere stato discusso e approvato nei due prossimi vertici a Riad e al Cairo. 

Secondo le fonti del media arabo “ci sono differenze tra le influenti potenze arabe riguardo ai principi generali … di questo piano”. 

Ci sarebbero due fasi in questo piano. La prima prevede la ricostruzione dell’enclave senza lo spostamento dei palestinesi dalla loro terra, la seconda è basata sulla limitazione del flusso di armi in tutta Gaza. 

Un diplomatico egiziano ha spiegato che la prima fase "si estende su 10 anni e comprende operazioni di ricostruzione su larga scala, comprese infrastrutture e alloggi, oltre a misure preliminari per una soluzione globale alla questione palestinese". 

Inoltre, è prevista la “ridistribuzione” della popolazione per ridurre la densità e fornire “spazi sicuri nelle aree vicine agli insediamenti dell’area di Gaza”.

Le armi della resistenza saranno gestite in modo tale che vengano prese disposizioni per imporre "restrizioni e controlli" sui depositi di armi senza un disarmo completo, tenendo conto delle preoccupazioni e delle richieste dei finanziatori e dei donatori, ma anche del rifiuto delle fazioni armate di rinunciare agli armamenti finché non sarà formato uno Stato palestinese. 

Secondo il piano, verrebbero stabiliti luoghi specifici per lo stoccaggio delle armi sotto la supervisione congiunta delle forze egiziane ed europee. Verrebbe inoltre formato un comitato arabo per supervisionare le violazioni e risolvere le controversie.

"Una società di sicurezza americana continuerà a operare nella striscia, ma i suoi compiti saranno limitati a tre sedi principali nei punti di contatto tra Gaza e gli insediamenti. Il suo ruolo sarà limitato a garantire che le aree da ricostruire siano libere da tunnel o da qualsiasi infrastruttura militare", si legge nell’articolo. 

La seconda fase dell'accordo stabilirebbe un lasso di tempo per l'attuazione di una soluzione a due Stati. 

Una delle fonti ha rivelato che uno stato del Golfo ha tenuto dei colloqui con funzionari statunitensi e israeliani e ha criticato il piano egiziano, in particolare il suo rifiuto di incoraggiare l'emigrazione dei palestinesi da Gaza. 

"Il Cairo sta seguendo una politica duale nei suoi rapporti con Hamas, poiché mantiene la presenza di fazioni della resistenza a Gaza in un modo che serve gli interessi egiziani, il che le mantiene un fattore di pressione su Israele e limita le opportunità di investimento nella regione", ha precisato la fonte. 

Questo piano pur essendo pronto per essere presentato, incontrerebbe ostacoli dovuti alle obiezioni di Israele e alla sua insistenza nel supervisionare il processo di ricostruzione. 

L'Egitto spera di ottenere abbastanza sostegno arabo da convincere gli Stati Uniti a fare pressione su Israele affinché accetti la proposta. 

Questo mese si terrà nella capitale saudita un vertice per discutere della situazione di Gaza nel dopoguerra e del piano egiziano. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke" di Paolo Desogus Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti