L'agenda di Papa Francesco

Riforma della Chiesa, semplificazione, dialogo religioso e vicinanza con chi non crede

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Inizia ufficialmente il pontificato del primo Papa sudamericano della storia. Di fronte ad una piazza San Pietro gremita di persone e rappresentanti governativi da quasi tutti i paesi del mondo, martedì, il Cardinal Bergoglio si è insediato sul soglio di Pietro con la volontà di semplificazione dei riti della cristianità ed una riforma della Chiesa dimostrata già subito dopo l'elezione al Conclave. "Costruiamo Cristo nella nostra vita per custodire il Creato", è stata la frase simbolo del discorso d'inaugurazione del neo Pontefice e l'appello-monito diretto a coloro che detengono responsabilit politica, economica e sociale. 
Di fronte agli alti rappresentanti delle varie confessioni religiose in un incontro simbolico tenutosi mercoledì al Vaticano, Papa Francesco ha promesso che la sua Chiesa promuoverà l'amicizia ed il rispetto tra gli uomini e le donne delle differenti religioni. Nella prima storica partecipazione di un Patriarca di Costantinopoli dal 1054, data del “Grande Scisma”, all'inaugurazione di un nuovo Pontefice, papa Francesco si è rivolto a Bartolomeo I, leader spirituale dei 250 milioni della Chiesa ortodossa, assicurandogli la sua ferma volontà di continuare con il dialogo ecumenico. 
Ricevendo in udienza i membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, infine, Papa Francesco ha rilanciato venerdì il dialogo con l’Islam e messo al primo punto dell’agenda dei governi la lotta alla povertà. Povertà non solo materiale, ma anche spirituale – quella che Benedetto XVI ha definito la “dittatura del relativismo” -  e da questo punto di vista è fondamentale, secondo il primo pontefice dell'America Latina, intensificare il dialogo fra le varie religioni ed  il confronto con i non credenti, affinché dalle diversità vinca il desiderio di costruire legami. Si è trattato del primo discorso “geopolitico” del nuovo Pontefice.

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