Larijani, l’omicidio al posto del dialogo

8989
Larijani, l’omicidio al posto del dialogo

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Vito Petrocelli

Ho conosciuto Ali Larijani quando era presidente del parlamento nel 2019, durante la visita in Iran della Commissione esteri del Senato.

Ricordo tutto di quell’incontro, l’accoglienza calorosa e il confronto aperto tra le due delegazioni. Ricordo di aver espresso la piena solidarietà del Senato italiano per gli eventi alluvionali che avevano colpito in quei giorni molte zone dell'Iran, e che il Governo italiano stava inviando un aereo con aiuti di prima necessità per le popolazioni colpite.

Il cosiddetto governo giallo-verde, nato dalle elezioni del 2018, aveva l’intenzione di essere più vicino all'Iran e alle esigenze del popolo iraniano. Il presidente Larijani, accogliendo con piacere questo punto di vista, sottolineava la profondità delle radici storiche esistenti tra i nostri Paesi e mi ringraziava per le parole sincere di vicinanza.

Soprattutto Larijani mi ricordava che, fin dai tempi di Andreotti, l'Italia si era sempre distinta agli occhi dell'Iran - differenziandosi in questo dagli altri Paesi europei - per il realismo con cui gestiva le proprie relazioni con Teheran, persino durante la sanguinosa guerra tra il suo Paese e l'Iraq.

Mi rendo conto oggi che in quei giorni la politica italiana sapeva ancora dialogare. Oggi invece resta in silenzio davanti agli omicidi politici, al genocidio di un popolo, alla cancellazione di regole e valori con l’uso della forza. E, agli occhi dell’Iran e di tutto il Sud globale, non si differenzia più per nulla dagli altri Paesi occidentali.

Che Ali Larijani riposi in pace. I servi politici italiani no.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti