Libano, nuovo fronte della guerra in Siria

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Libano, nuovo fronte della guerra in Siria

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Almeno 4 persone sono rimaste uccise ed altre 24 ferite gravemente negli scontri di domenica notte tra residenti sostenitori del regime di Bashar  al-Assad e coloro che supportano l'opposizione a Tripoli, città portuale settentrionale, a circa 70 chilometri a nord di Beirut. La capitale libanese è diventata negli ultimi mesi focolaio per l’opposizione siriana e le autorità di Damasco hanno affermato a più riprese che dal Libano arrivano clandestinamente armi e combattenti in sostegno dei ribelli. 
Le violenze sono scaturite da una manifestazione di protesta di un centinaio di attivisti islamisti che chiedevano il rilascio di Shadi al-Mawlawi, arrestato secondo gli inquirenti all'interno di un'investigazione per i suoi legami terroristi. La protesta ha bloccato l'accesso alla città di Tripoli, inneggiando all'indipendenza della Siria. La situazione è presto degenerata con lancio di granate ed uso di mortai nel quartiere alawita e nella zona sunnita nei pressi del porto della città. Le violenze in Libano dimostrano come la guerra prolungata in Siria possa destabilizzare completamente il Libano, dove il conflitto, le divisioni politiche ed etniche hanno sempre caratterizzato la storia del paese ed al momento Beirut è diviso tra il cosiddetto campo 14 marzo, supportato da Stati Uniti ed Arabia Saudita ed ostile al regime di Assad ed il campo 8 marzo, che domina l'attuale governo, sostenuto da Siria ed Iran.
Nonostante il cessate il fuoco negoziato dalle Nazioni Unite ed entrato in vigore il 12 aprile, non si placano le violenze in Siria: scontri registrati a Damasco, Rastan e nella provincia di Idlib al confine con la Turchia. Soprattutto a Rastan, tra Homs ed Ham, l'opposizione ha rivendicato la morte di 23 soldati. Per lunedì, sono inoltre attese nuove sanzioni da parte dell’Unione europea.

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