Libia: Esercito pronto ad entrare a Bani Walid

L’offensiva è iniziata dopo l’annullamento della visita del Presidente del Congresso Generale Nazionale

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Libia: Esercito pronto ad entrare a Bani Walid

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Continua l’assedio a Bani Walid, roccaforte degli ex gheddafiani. Nei giorni scorsi, la città è stata attaccata con mortai e missili Grad da parte di milizie di Misurata e Zintan, con l'avallo dei Ministeri degli Interni e della Difesa libici. Le autorità di Misurata, nei giorni scorsi, avevano fatto appello ad una massiccia operazione militare contro Bani Walid, definita "il cancro della Libia” che se non estirpato avrebbe ripreso forza e si sarebbe propagato in tutto il Paese. Mentre Misurata ha trascorso settimane sotto l’assedio delle forze di Gheddafi nella guerra dello scorso anno, Bani Walid è stata la città che è rimasta fedele a Gheddafi fino alla fine.
La crisi di Bani Walid è esplosa a seguito della morte, in Francia, di Omran Ben Shaaban, il giovane ribelle di Misurata che per primo aveva individuato Gheddafi. Alcune milizie libiche accusano alcuni abitanti di Bani Walid di aver sequestrato e torturato il ribelle. Shaaban è stato poi rilasciato grazie alla mediazione di Mohamed Magarief, Presidente del Congresso Generale Nazionale, ma sarebbe morto proprio in seguito alle ferite riportate. Durante i funerali a Misurata, i manifestanti avevano chiesto al governo di vendicare la sua morte. IL CGN aveva garantito che avrebbe preso tutte le misure necessarie per assicurare gli assassini di Shaaban alla giustizia e ha intimato agli abitanti di  Bani Wali di consegnare i responsabili, minacciando un vero e proprio assedio ad opera delle milizie filogovernative.
Una visita di Magarief a Bani Walid prevista per sabato è stata annullata e alcune unità dell’Esercito  sarebbero in procinto di entrare in città per far rispettare la Risoluzione n°7 del CGN che il 25 settembre ha “autorizzato le Forze governative ad arrestare i presunti autori dell'omicidio di Omran Shaban e altri ricercati per crimini legati al vecchio regime, se i cittadini di Bani Walid non li avessero consegnati volontariamente entro dieci giorni”.  

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