Lukashenko all'Occidente: «La strada dell'escalation porta alla guerra mondiale»
La guerra in Ucraina potrebbe concludersi nei prossimi mesi, perché tutte le parti coinvolte sono ormai esauste e non dispongono più delle risorse necessarie per proseguire il conflitto. È la previsione espressa dal presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko intervenendo alla quarta Conferenza internazionale sulla sicurezza eurasiatica. «La guerra in Ucraina finirà nei prossimi mesi. Questa è la mia opinione personale. Tutti sono esausti: non ci sono più forze, non ci sono più risorse e tutti sono stanchi», ha dichiarato il leader bielorusso, ribadendo che non esiste alternativa a una soluzione diplomatica. Minsk, ha aggiunto, è pronta a ospitare chiunque voglia contribuire concretamente alla pace: «Se volete raggiungere un accordo, mi rivolgo a coloro che desiderano un'intesa: venite a Minsk».
Lukashenko ha quindi lanciato un avvertimento sulle conseguenze di un'ulteriore escalation. «Se non fermiamo tutto e continuiamo sulla strada dell'escalation, finiremo inevitabilmente in una terza guerra mondiale», ha affermato, sottolineando che la Russia in Ucraina sta combattendo, di fatto, contro «quasi tutto l'Occidente». Il presidente ha inoltre messo in guardia dai tentativi di trascinare direttamente la Bielorussia nel conflitto. «Qualcuno vuole coinvolgerci in questa guerra e provocare un'escalation. Ma trascinare la Bielorussia nel conflitto non significherebbe soltanto un'escalation: porterebbe questa guerra a un livello terrificante. Stiamo facendo tutto il possibile per evitare di esserne coinvolti», ha spiegato. Minsk, ha ricordato, ha accolto dall'inizio del conflitto circa 500.000 cittadini ucraini, garantendo loro gli stessi diritti dei bielorussi in materia di lavoro, assistenza sanitaria e istruzione. Non sono mancate le considerazioni sulla politica statunitense.
Lukashenko ha riconosciuto che Donald Trump sta polarizzando il mondo e attirando critiche anche giustificate, ma ha sostenuto che le sue iniziative stanno contribuendo a scongiurare una guerra mondiale. «Nonostante le sue contraddizioni, Trump sta di fatto impedendo al mondo di precipitare in una terza guerra mondiale, che potrebbe assumere una dimensione nucleare». Il presidente bielorusso si è spinto persino oltre: «Merita il Premio Nobel per la Pace soltanto per aver impedito agli europei di scatenare un conflitto nucleare». Durissimo anche il giudizio sulle politiche europee, accusate di alimentare la militarizzazione per distogliere l'attenzione dalle difficoltà economiche e sociali interne. «Le vere ragioni delle proteste in Europa sono i problemi economici e sociali, l'aumento incontrollato dei prezzi e delle bollette, il peggioramento delle condizioni di vita e della sicurezza», ha osservato. Secondo Lukashenko, la risposta dei governi consiste nel demonizzare Russia e Bielorussia, ricorrere a sanzioni e alimentare una corsa agli armamenti. Riferendosi alle proteste in Francia, Belgio, Spagna, Italia e Germania, ha denunciato inoltre la repressione delle manifestazioni e le contraddizioni delle democrazie occidentali: «Mi chiedo se Macron e gli altri leader europei subiranno sanzioni per le violazioni dei diritti umani e verranno definiti dittatori».
Infine, sul fronte dei rapporti con l'Unione Europea, Lukashenko ha ribadito che Minsk non intende più intercettare i migranti diretti verso i Paesi comunitari, finché continueranno le restrizioni imposte alla Bielorussia. «Ci state strangolando con le sanzioni e volete che continuiamo a proteggervi? Sia chiaro: non fermeremo nessuno». Un intervento che rilancia l'appello bielorusso a fermare l'escalation e mette nuovamente sotto accusa la strategia europea di contrapposizione con Mosca.
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