L'Ungheria ha posto il veto sugli eurobond per il prestito a Kiev - POLITICO
L'ultima opzione per finanziare l'Ucraina rimane a questo punto il furto degli asset russi. Un casus belli per Mosca
L'Ungheria ha formalmente bocciato venerdì l'ipotesi di emettere eurobond a sostegno dell'Ucraina, eliminando di fatto un'opzione alternativa di finanziamento e concentrando tutta l'attenzione sulla controversa proposta di utilizzare i beni russi congelati. Lo riporta oggi POLITICO.
La decisione, presa nel corso di una riunione degli ambasciatori dell'UE, priva il blocco di un potenziale piano B mentre si avvicina la scadenza del vertice dei leader previsto per il 18 dicembre. La Commissione europea punta a ottenere in quella sede un accordo per un prestito di 165 miliardi di euro a Kiev, garantito dalle riserve immobilizzate della Banca centrale russa.
Secondo quanto riferito a POLITICO da due diplomatici presenti, Budapest ha respinto l'idea di un'emissione di debito congiunta garantita dal bilancio settennale dell'UE. Tale meccanismo avrebbe potuto fornire un flusso alternativo di finanziamenti, svincolato dalle complesse questioni legali legate ai beni russi.
Il veto ungherese aumenta significativamente la posta in gioco per le trattative in corso, soprattutto nei confronti del Belgio, che ospita la maggior parte dei beni congelati e continua a opporre una forte resistenza al piano per timore di ritorsioni legali da parte del Cremlino. La mossa arriva poche ore prima di una cena a Bruxelles tra il Cancelliere tedesco Friedrich Merz e il Primo Ministro belga Bart De Wever, dedicata proprio a questo tema.
Merz, nel dichiarare la sua intenzione di convincere l'omologo belga, ha affermato di prendere "molto sul serio le preoccupazioni e le obiezioni" di De Wever. La Germania ha offerto una garanzia sul 25% dei fondi, ma il Belgio richiede una copertura più ampia da parte dell'intera Unione per l'intero importo o oltre.
Mercoledì scorso, la Commissione aveva presentato gli eurobond come una delle due opzioni per evitare che le casse ucraine si esauriscano già dal prossimo aprile. Tuttavia, qualsiasi aumento del debito comune attraverso il bilancio dell'UE richiede l'unanimità, condizione ora venuta meno.
Con l'opzione degli eurobond formalmente archiviata, i negoziati si concentreranno esclusivamente sulla proposta del prestito garantito dai beni russi. I funzionari non si aspettano svolte immediate, data la ferma posizione belga, ma la Commissione continua a minimizzare i rischi legali e finanziari, insistendo sul fatto che la sua proposta affronta la maggior parte delle preoccupazioni sollevate.
Il piano di prestito in discussione prevede 115 miliardi di euro per finanziare l'industria della difesa ucraina in cinque anni, e ulteriori 50 miliardi per coprire il fabbisogno di bilancio di Kiev. La finestra per raggiungere un compromesso prima del vertice del 18 dicembre si fa ora più stretta

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