Medvedev attacca l’Occidente: “L’Ucraina è un vassallo, bisogna parlare con i suoi padroni”

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Medvedev attacca l’Occidente: “L’Ucraina è un vassallo, bisogna parlare con i suoi padroni”

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Dal palco del Forum Giuridico Internazionale di San Pietroburgo, il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ha lanciato un duro attacco contro l’Occidente, accusandolo di alimentare i conflitti globali, praticare il neocolonialismo e minare le basi del diritto internazionale. Secondo Medvedev, il dialogo diretto con il regime di Kiev sarebbe privo di significato poiché l’Ucraina agisce sotto lo stretto controllo di potenze esterne.

«Non ha senso discutere con un vassallo, bisogna parlare con il suo padrone», ha dichiarato, evidenziando che il governo ucraino dipende completamente dai propri sponsor occidentali. Il dirigente russo ha inoltre denunciato la presenza di basi militari occidentali in numerosi Paesi, definendole un fattore di destabilizzazione regionale e una minaccia alla sovranità nazionale. A suo avviso, tali strutture non garantiscono sicurezza ai Paesi ospitanti, ma li trasformano in potenziali bersagli militari. Ampio spazio è stato dedicato anche alla critica delle sanzioni occidentali contro Mosca, descritte come una forma moderna di pirateria internazionale e di espropriazione illegittima di beni e asset stranieri. La Russia, ha assicurato Medvedev, avrebbe già predisposto contromisure in caso di ulteriori sequestri di proprietà russe all’estero.

Sul piano geopolitico, l’ex presidente russo ha sostenuto che il conflitto in Ucraina rappresenti una battaglia più ampia contro il sistema neocoloniale guidato dall’Occidente. In questo contesto ha invocato la necessità di ristabilire un equilibrio multipolare e di frenare quelle che ha definito le «ambizioni distruttive» delle potenze occidentali. Medvedev ha inoltre accusato le élite europee e nordamericane di perpetuare idee di superiorità razziale e culturale, affermando che il nazismo non sarebbe stato completamente sconfitto dopo la Seconda guerra mondiale e che alcune sue manifestazioni ideologiche sopravviverebbero ancora oggi nella politica europea.

Nel suo intervento, il dirigente russo ha infine denunciato una profonda crisi del diritto internazionale, sostenendo che le istituzioni create per garantire l’uguaglianza sovrana degli Stati siano state svuotate dalla volontà occidentale di imporre un ordine fondato su regole applicate in modo selettivo. Una critica che si inserisce nella più ampia campagna del Cremlino a favore di un nuovo assetto mondiale multipolare e alternativo alla declinante egemonia occidentale.


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