Messico: Confermata la vittoria di Pena Nieto

La vittoria di Pena Nieto riporta il Partito Rivoluzionario Istituzionale alla guida del Messico

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Messico: Confermata la vittoria di Pena Nieto

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Il Tribunale Elettorale Federale del Messico ha confermato l’elezione a Presidente per il candidato del Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), Enrique Pena Nieto. La vittoria di Pena Nieto alle elezioni presidenziali del 1° luglio scorso era stata contestata dal candidato presidenziale del Partito della Rivoluzione Democratica (PRD), Andres Manuel Lopez Obrador, che aveva accusato il PRI di compravendita di voti e di una massiccia campagna di disinformazione attraverso l’utilizzo monopolistico dei principali mezzi di comunicazione messicani. Già nel mese di luglio un riconteggio parziale delle schede deciso dall’Istituto Federale Elettorale per “incoerenza” nei calcoli finali aveva assegnato a Lopez Obrador il secondo posto con circa il 32% dei suffragi. In quell’occasione il candidato del PRD aveva annunciato azioni legali contro il risultato elettorale e chiamato i messicani alla resistenza civile. Diverse manifestazioni si erano susseguite nella capitale messicana per protestare contro la vittoria del candidato del PRI. A manifestare, in particolar modo, il Movimento studentesco YoSoy132 che in un comunicato aveva esortato la Comunità Internazionale a non riconoscere l’elezione di Pena Nieto a fronte della mancanza dei requisiti di legalità, trasparenza e democraticità che aveva caratterizzato le elezioni presidenziali. Una nuova manifestazione è stata indetta per il 9 settembre a Città del Messico per organizzare la “disobbedienza civile”.
Pena Nieto, il cui insediamento è comunque previsto per il 1° dicembre, ha invitato i suoi oppositori a rispettare il verdetto delle urne, garantendo una Presidenza democratica, moderna e aperta al confronto. Il neo eletto ha promesso l’adozione di riforme economiche, il miglioramento delle infrastrutture e la lotta al narcotraffico. Il PRI ha fatto sapere che si concentrerà prioritariamente sulla lotta alla corruzione, il rafforzamento della trasparenza nell’azione del Governo e sul controllo dei legami tra i mezzi di comunicazione e i rappresentanti eletti.
Con l’elezione di Pena Nieto, il PRI torna al potere dopo aver governato dal 1929 al 2000. Nel corso degli anni il PRI si è guadagnato la fama di partito corrotto, accusato di collusione con la criminalità organizzata. 
 

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