Multe per i cortei e sgomberi, città desertificate a uso e consumo della speculazione immobiliare

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Multe per i cortei e sgomberi, città desertificate a uso e consumo della speculazione immobiliare

 

di Federico Giusti

L'odio atavico verso i centri sociali è in perfetta continuità con il disprezzo di un tempo verso le sedi di sinistra, i circoli arci, le esperienze nelle scuole e nei quartieri attorno ai collettivi che esprimevano il bisogno diffuso di sottrarre spazi destinati alla speculazione immobiliare per destinarli invece ad uso sociale.

In questi spazi sono nate esperienze artistiche e culturali, musicali e sociali che hanno fatto storia, ridurle al consumo di droga e a pratiche di gratuita illegalità sarebbe come presentare i protagonisti del Risorgimento alla stregua di alcolizzati avvezzi a frequentare osterie e luoghi malfamati. E gli uomini appena citati dovrebbero stare nel Pantheon degli eroi di quella patria esaltata dalla Meloni.

Una differenza sostanziale tra centro sinistra e centro destra va intanto colta nel disegno strategico del Governo Meloni: desertificare le città eliminando tutte le esperienze conflittuali e sociali che non può normalizzare, per questo è appena iniziata la caccia all'antagonista (le mense dei poveri gestite dai cattolici fanno invece comodo perchè disimpegnano le amministrazioni locali e nazionali  dalle misure di contrasto della povertà assoluta)

In questi decenni il centro sinistra non ha mai voluto intraprendere la strada giusta e necessaria ossia alzare le tasse per gli immobili sfitti aumentando esponenzialmente le tasse in base al numero delle case non abitate, sarebbe stato un segnale importante alla rendita e alla speculazione. Al contempo il centro sinistra avrebbe dovuto non criticare la movida, dopo avere concesso centinaia di autorizzazioni per le aperture dei locali, un'idea diversa dei quartieri come quelli limitrofi alla stazione ferroviaria presuppone un progetto urbanistico, investimenti,  progetti culturali ma anche di presidi sociali.Fin troppo facile abbandonare interi quartieri al loro destino, arriva prima o poi la spinta securitaria che coincide con la valorizzazione degli immobili e spesso attraverso progetti speculativi.Se si è ostaggi, come il centro sinistra, dei poteri economici e finanziari contro i quali si dovrebbe battere, alla fine la strada viene spianata a soluzioni autoritarie, i pacchetti sicurezza di un tempo hanno preparato la strada a quello appena approvato dal Governo Meloni.

Saranno ferocemente proibite le manifestazioni non debitamente autorizzate. Ad oggi sono necessarie 72 ore di preavviso ma la esperienza insegna che davanti ad eventi rilevanti la mobilitazione diventa immediataAllora, studenti di una scuola superiore o dell'università, lavoratori di una azienda che decidano di improvvisare una protesta davanti alla morte o al grave ferimento di un operaio, o a seguito di eventi eccezionali, saranno raggiunti da una sanzione amministrativa il cui ammontare verrà deciso dal Prefetto. Parliamo di 10 mila euro per i promotori (ma anche per chi collabora o diffonde la notizia) della iniziativa a cui va aggiunta  la denuncia penale per blocco stradale che arriva fino a 2 anni di reclusione  salvo incidenti,  e altri reati, che potrebbero quadruplicare  e oltre le pene 

Qualcuno asserisce che il vero obiettivo delle destre è eliminare i principi costituzionali senza attaccarli esplicitamente, invocare l'ordine pubblico per delegittimare la libertà di manifestazione prevista dall'art 17 della Carta, imbavagliare il principio costituzionale fino a vanificarlo a colpi di decreti, prescrizioni, criminalizzando gli organizzatori.

Prendiamo chi nel passato, 30 anni or sono, ha avuto condanne per fatti di piazza e nel frattempo ha mantenuto le proprie idee ma con pratiche quotidiane assai lontane dagli anni giovanili, ebbene questa persona dovrebbe tenersi lontana dai cortei. Si rafforza il potere dei Prefetti, in linea per altro con il Codice Rocco ereditato dal fascismo, l'ordine pubblico progressivamente viene sottratto alla gestione, e in parte alla contrattazione, delle Questure per essere invece ridotto a interventi repressivi, arresti, fermi e denunce.

Se poi le manifestazioni sono pacifiche, questo ben poco interessa al Governo, vanno represse se non autorizzate a prescindere dalle ragioni, dalle modalità di scendere in piazza. Sanzioni pecuniarie, decreti penali di condanna ma ancor prime le sanzioni amministrative anche per evitare i Giudici che magari potrebbero eccepire sull'operato delle Forze dell'ordine e dei Prefetti, i fermi amministrativi, le sanzioni pecuniarie severissime sono l'ultima trovata del Governo come il fermo preventivo dei manifestanti con precedenti o conosciuti dalle forze dell'ordine.

Chi scrive potrebbe essere fermato per 12 ore in occasione dell'arrivo di un Ministro nella sua città, sarà sufficiente informare il Pm per privarmi della libertà di movimento. O potrei prendermi un daspo per avere partecipato a un corteo perchè magari 35 anni fa ho preso parte a qualche manifestazione non autorizzata. O, per chiudere con gli esempi, trovarmi con un daspo per avere manifestato nel quartiere della stazione della mia città, considerato zona rossa, solo per contestare le centinaia di appartamenti murati e chiusi da decenni.

Io non so se definire questa situazione dispotica o mera privazione della liberà di manifestare in barba a tutti i principi costituzionali. Poi il Presidente della Repubblica potrà anche sottoscrivere certi decreti dopo aver fatto rimuovere qualche passaggio troppo spudorato, a mio modesto avviso il problema resta come  palese è la debole, e forse inadeguata (?), iniziativa del Presidente Mattarella. O anche criticare il Presidente della Repubblica è diventato un reato?

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"Questo genocidio non si è limitato a distruggere la mia vita o tutto ciò che possedevo: è andato ben oltre. Mi ha distrutto dall’interno.
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Federico Giusti

Federico Giusti

Federico Giusti nasce a Pisa nel 1966, si laurea in letteratura italiana e subito dopo inizia a lavorare come precario per poi entrare in Comune nel 1999.

Delegato sindacale prima dei Cobas e oggi della Cub è stato attivo nei movimenti studenteschi e per il diritto all'abitare Oggi fa parte dell'ufficio stampa dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ha dato vita a un gruppo di studio con Emiliano Gentili e Stefano Macera ed è tra gli animatori di Radio Grad. E' sposato con figli e nipoti.

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