Obama svela il suo piano per il controllo delle armi

23 decreti e 500 milioni di dollari per riformare la vendita delle armi. Insorge la Nra

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In una conferenza stampa di mercoledì, il presidente americano Barack Obama ha annunciato 23 decreti ed un impegno finanziario da 500 milioni di dollari per riformare la vendita delle armi nel paese. In sintesi, le misure ideate dalla task force guidata dal vice presidente Joe Biden – alcune delle quali saranno immediatamente esecutive, altre richiederanno il sì del Congresso – introducono un bando sulle armi automatiche ed i caricatori di proiettili di grande portata e l'obbligo di controlli sull'identità e i precedenti degli acquirenti. 
Nel ricordare come dopo la strage alla scuola Sandy Hook di Newtown, del 14 dicembre scorso, l'evento che ha spinto Obama a prendere l'iniziativa, si siano registrate 900 nuove vittime d'armi da fuoco e che il 40 per cento della vendita di armi avviene senza informazioni su chi le acquista, il presidente ha anche proposto uno statuto federale che ponga fine alla vendita di armi ad acquirenti per conto terzi e il controllo a livello federale, non di singolo Stato, dei precedenti di chi vuole acquistare un'arma. In particolare, le nuove misure proposte da Obama imporranno alle agenzie governative di rendere disponibili le informazioni relative alle persone in modo da impedire a individui "pericolosi" l'acquisto di armi.
Alle misure introdotte da Obama ha risposto prontamente la potente lobby americana, la National Rifle Association (Nra). In un video-propaganda pubblicato in mattinata, l’associazione ha infatti definito il leader della Casa Bianca un ipocrita per la sua opposizione al piano della stessa Nra che prevede guardie armate in ogni scuola. Intanto il consenso tra gli americani per un controllo più severo sulle armi da fuoco cresce. E lo conferma anche l’ultimo sondaggio Cnn/Orc, secondo cui il 55% della popolazione statunitense è favorevole a una stretta, contro il 45 che si dice contraria al giro di vite annunciato da Obama.  

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