Opzioni per il piano di pace: cosa ha detto il principale consigliere di Putin dopo i colloqui al Cremlino

2608
Opzioni per il piano di pace: cosa ha detto il principale consigliere di Putin dopo i colloqui al Cremlino


Un lungo e dettagliato vertice al Cremlino ha segnato nella giornata di martedì un potenziale punto di svolta nel dialogo russo-americano sulla crisi ucraina. L’incontro, della durata di cinque ore, tra il Presidente russo Vladimir Putin e l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff è stato definito "costruttivo, significativo e molto informativo" da Yury Ushakov, consigliere del presidente russo.

Fonti del Cremlino riferiscono che al centro dei colloqui è stato posto l'esame di diverse opzioni per un piano di pace a lungo termine. La discussione ha incluso un approfondimento su documenti presentati precedentemente dalla parte americana. "Abbiamo discusso l'essenza stessa di ciò che è contenuto in questi documenti americani", ha precisato Ushakov, senza entrare nel merito di specifiche formulazioni.

Secondo quanto reso noto, oltre a una prima bozza statunitense, a Mosca sarebbero pervenuti ulteriori quattro documenti, inclusi quelli riferibili all'amministrazione del Presidente Trump. "Tutti riguardano una soluzione pacifica a lungo termine", ha affermato il consigliere, sottolineando come la natura confidenziale del negoziato impedisca di rivelarne i punti chiave.

Il nodo territoriale e i segnali politici

Un elemento di particolare rilievo emerso dal briefing è la discussione specifica sulle questioni territoriali. Sebbene Ushakov abbia evidenziato che al momento non esiste un piano di compromesso definito, e che alcune proposte americane siano considerate accettabili mentre altre "non adeguate", la trattativa sembra entrata nel vivo delle materie più complesse.

Durante l'incontro, il Presidente Putin avrebbe espresso una valutazione critica verso "le azioni distruttive da parte degli europei nel contesto della soluzione". Inoltre, attraverso l'inviato Witkoff, Putin ha trasmesso al Presidente Trump "saluti amichevoli e una serie di importanti segnali politici", dichiaratamente registrati dalla controparte.


Prospettive economiche e canali di dialogo

La delegazione americana, alla quale ha preso parte anche l'imprenditore e investitore Jared Kushner – figura recentemente inserita nei contatti bilaterali sull'Ucraina – ha affrontato con i russi anche il tema della futura cooperazione economica, discutendone le "enormi prospettive".

Sul fronte procedurale, le parti hanno concordato di continuare i contatti. "Non ci siamo allontanati ulteriormente, questo è certo. Ma c'è ancora molto lavoro da fare sia a Washington che a Mosca", ha osservato Ushakov. La possibilità di un futuro incontro diretto tra i due capi di stato è stata subordinata ai "progressi che saranno compiuti su questa strada", attraverso il lavoro persistente di assistenti e diplomatici.

La delegazione statunitense ha annunciato il proprio imminente ritorno in patria per consultazioni, senza per il momento prevedere una tappa a Kiev. "Discuteranno le questioni sollevate oggi. E poi, credo, ci contatteranno per telefono e continueremo la discussione", ha concluso il consigliere del Cremlino, delineando la road map dei prossimi passi in un negoziato la cui posta in gioco rimane altissima per gli equilibri internazionali.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

La mini NATO del Pacifico e la "prossima grande crisi internazionale" di Fabio Massimo Paernti La mini NATO del Pacifico e la "prossima grande crisi internazionale"

La mini NATO del Pacifico e la "prossima grande crisi internazionale"

"I nuovi mostri" - Pino Arlacchi "I nuovi mostri" - Pino Arlacchi

"I nuovi mostri" - Pino Arlacchi

Loretta Napoleoni - Perché falliscono i negoziati per l'Ucraina di Loretta Napoleoni Loretta Napoleoni - Perché falliscono i negoziati per l'Ucraina

Loretta Napoleoni - Perché falliscono i negoziati per l'Ucraina

Nuova Strategia di Sicurezza Nazionale USA: Goodbye Europe!  di Giuseppe Masala Nuova Strategia di Sicurezza Nazionale USA: Goodbye Europe!

Nuova Strategia di Sicurezza Nazionale USA: Goodbye Europe!

“Ho fatto tardi perché mio cugino è stato ucciso dagli israeliani” di Michelangelo Severgnini “Ho fatto tardi perché mio cugino è stato ucciso dagli israeliani”

“Ho fatto tardi perché mio cugino è stato ucciso dagli israeliani”

Fubini che prova a convincerci che l'Ucraina sta vincendo la guerra... di Francesco Santoianni Fubini che prova a convincerci che l'Ucraina sta vincendo la guerra...

Fubini che prova a convincerci che l'Ucraina sta vincendo la guerra...

Chi parla a nome di Cavallo Pazzo? di Raffaella Milandri Chi parla a nome di Cavallo Pazzo?

Chi parla a nome di Cavallo Pazzo?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il (vero) partito della guerra di Paolo Desogus Il (vero) partito della guerra

Il (vero) partito della guerra

Le Kessler, l’astensionismo e i cuochi di bordo di Alessandro Mariani Le Kessler, l’astensionismo e i cuochi di bordo

Le Kessler, l’astensionismo e i cuochi di bordo

La scuola sulla pelle dei precari di Marco Bonsanto La scuola sulla pelle dei precari

La scuola sulla pelle dei precari

La rimozione dell'esistente di Giuseppe Giannini La rimozione dell'esistente

La rimozione dell'esistente

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente di Gilberto Trombetta Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

La realtà è diversa dalle notizie false di Michele Blanco La realtà è diversa dalle notizie false

La realtà è diversa dalle notizie false

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Il PD e lo stato di Israele di Giorgio Cremaschi Il PD e lo stato di Israele

Il PD e lo stato di Israele

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti