Primarie repubblicane, si vota nel Sud nell'incertezza più totale

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Primarie repubblicane, si vota nel Sud nell'incertezza più totale

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E’ sempre molto incerta la sfida tra i candidati repubblicani che stanno correndo per le primarie del partito dell’elefantino. Dopo il Super Martedì che non ha visto Mitt Romney trionfatore ma solo parziale vincitore dei numerosi delegati in palio, la “battaglia” rimane quanto mai aperta. Mercoledì si voterà nel Sud dove normalmente ha sempre prevalso la “pancia” del partito, quindi un elettorato più vicino a Rick Santorum e ai suoi toni apocalittici che tanto piacciono a quei repubblicani che provano una profonda antipatia per l’attuale amministrazione Obama.

Eppure ciò che appare sempre più evidente dai sondaggi e anche dalle pre-campagne negli Stati dove si andrà a votare, è un incertezza galoppante tra gli elettori repubblicani. Ogni candidato sembra mancare di qualcosa per poter aver le qualità di futuro presidente: Gingrich ha una grande oratoria e piace ma non è visto come possibile vincitore, Santorum infiamma ma ha poco appeal presidenziale, Romney con il suo piglio manageriale sembra troppo moderato per la base e ricorda nel modo di fare troppo quello stile east coast maggiormente in linea con dei democrats che con dei republicans. E così l’elettorato è in balia di montagne russe emotive molto forti, in cui ogni giorno è buono per cambiare il nome di chi votare.

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