Putin si pronuncia sulla questione della Groenlandia

2566
Putin si pronuncia sulla questione della Groenlandia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Il Presidente russo Vladimir Putin si è pronunciato mercoledì sulla crescente tensione geopolitica attorno allo status della Groenlandia, un territorio autonomo del Regno di Danimarca, sollecitato dagli interessi strategici degli Stati Uniti. Nel corso di un incontro con i giornalisti, il leader del Cremlino ha delineato una posizione di apparente distacco, ma corredata da un significativo riferimento storico.

"La questione della Groenlandia e degli Stati Uniti non riguarda la Russia", ha dichiarato Putin, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa. Tuttavia, ha immediatamente aggiunto: "Ma abbiamo esperienza nella risoluzione di problemi simili con gli Stati Uniti". L’esperienza a cui allude è la vendita dell’Alaska da parte dell’Impero Russo agli Stati Uniti d’America, conclusa nel 1867.

Putin ha offerto un’analisi puramente economica della possibile transazione, distaccandosi dalle implicazioni politiche. Ha calcolato che, al tasso di cambio attuale, il prezzo pagato per l’Alaska ammonterebbe a circa 158 milioni di dollari. Osservando che la Groenlandia ha una superficie maggiore, ha stimato che il suo valore di mercato potrebbe aggirarsi "tra i 200 e i 250 milioni di dollari".
"Credo che gli Stati Uniti possano gestire questa cifra", ha concluso con tono asciutto.

Il Presidente russo ha anche espresso una valutazione sulla gestione danese dell’isola, affermando che la Danimarca "ha sempre trattato la Groenlandia con durezza, come se fosse una colonia". Ha tuttavia ribadito che tale questione "ovviamente non ci riguarda. Credo che lo risolveranno tra loro".

La Posizione Americana: Sicurezza e "Un Pezzo di Ghiaccio"

La dichiarazione di Putin giunge lo stesso giorno in cui l’ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervenendo al Forum Economico Mondiale di Davos, ha rilanciato con forza l’interesse americano per l’acquisizione del territorio artico. Trump ha definito l’isola "un pezzo di ghiaccio, molto freddo e mal posizionato", ma ha sostenuto che il suo controllo è essenziale "per la pace mondiale e la protezione mondiale". Ha pertanto chiesto l’avvio di "negoziati immediati" per la sua acquisizione, richiamandosi alla storia di espansione territoriale degli Stati Uniti.

L’amministrazione Trump sostiene da mesi la necessità per Washington di controllare la Groenlandia per ragioni di sicurezza strategica nella regione artica. Fonti vicine alla precedente amministrazione non hanno escluso, in passato, il ricorso a opzioni militari per assicurarsi l’isola, scatenando proteste formali da parte di Copenaghen.

In risposta alle pressioni e alle minacce statunitensi, diverse nazioni europee hanno recentemente dispiegato contingenti militari in Groenlandia per condurre esercitazioni congiunte. Questo dispiegamento è interpretato dagli analisti come un chiaro segnale di sostegno alla sovranità danese e di deterrenza verso qualsiasi mossa unilaterale.

La Groenlandia, membro autonomo del Regno di Danimarca, riveste un’importanza geopolitica cruciale per le sue risorse naturali e la sua posizione strategica nell’Artico, teatro di una competizione sempre più intensa tra potenze globali.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Venezuela, la lezione d'aprile di Geraldina Colotti Venezuela, la lezione d'aprile

Venezuela, la lezione d'aprile

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il PD alla continua ricerca di se stesso di Giuseppe Giannini Il PD alla continua ricerca di se stesso

Il PD alla continua ricerca di se stesso

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti