Romney: le ragioni della sconfitta

Il candidato repubblicano ha tralasciato gli "ultimi" d'America, erroneamente convinto che la crisi non li avrebbe portati alle urne

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Romney: le ragioni della sconfitta

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Il candidato repubblicano Mitt Romney ha ammesso la sconfitta solo a tarda notte, attendendo ostinatamente una svolta che non è arrivata. Ma alla fine è dovuto salire sul palco di Boston, allestito per i festeggiamenti e  annunciare di essersi congratulato per la vittoria di Obama. Sulla scia di una campagna elettorale costosissima, i suoi sostenitori avevano davvero creduto di poter vedere Mitt alla Casa Bianca. "Abbiamo dato tutto a questa campagna", ha sottolineato parlando sul palco. Perché "questi sono tempi di grandi sfide per l'America. E le mie preghiere sono perché il presidente abbia successo nel guidare la nostra grande Nazione". Per Romney molto probabilmente questa è stata l'ultima chance. Lo aveva già annunciato anche sua moglie Ann.
Nell’elezione Obama si è aggiudicato 25 Stati più il distretto federale di Washington D.C contro i 24 conquistati da Mitt Romney ed ha superato nettamente il tetto di 270 Grandi elettori necessari per arrivare alla presidenza. Oltre alla capitale, il presidente ha ottenuto un'impressionante serie di vittorie negli Stati in bilico: in quello cruciale dell'Ohio (18) e in quelli fortemente a rischio di Virginia (13;dove quattro anni fa era stato il primo democratico a vincere dal 1964 e che stavolta sembrava in forse), Nevada (6), Iowa (6), New Hampshire (4), Colorado (9) e Wisconsin (10; lo Stato del vice di Romney, Paul Ryan). Rimane ancora da assegnare la Florida, che attribuisce 29 grandi elettori e che nel 2008 fu vinta dal democratico. 
Secondo gli analisti le cause della sconfitta di Romney sono da riscontrare nell’aver tralasciato gli "ultimi" d'America, donne, giovani, ispanici e afro-americani, convinto che il pessimo stato dell'economia li avrebbe tenuti lontani dalle urne. A dispetto delle previsioni repubblicane, i neri sono andati in massa a votare, aiutando il presidente nelle aree urbane in Ohio ed a mantenere un ristretto margine di rincorsa in North Carolina (l'unico degli 'swing States' che gli è sfuggito); i latinos sono stati determinanti per la vittoria in Nevada e Colorado. La porzione di elettorato non bianco si è triplicato in Usa negli ultimi 4 decenni arrivando al 27 per cento attuale. Obama ha conquistato il 93% del voto afroamericano (la migliore performance di un democratico da Lyndon Johnson nel 1964). I latinos, invece, impensieriti dalla rude retorica repubblicana sull'immigrazione, hanno votato al 69% per Obama ed anche gli asiatici, ancora solo il 3% della popolazione ma in prorompente crescita, hanno votato per due terzi per Obama (72%). Un quadro demografico destinato a porre seri problemi al Partito Repubblicano in futuro.

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