Testimonianze esclusive da Gaza: “Una nuova intifada è possibile e la fine di Israele è vicina”

I testi di Radio Gaza 29

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Testimonianze esclusive da Gaza: “Una nuova intifada è possibile e la fine di Israele è vicina”

 

Guarda la puntata:

 

Per le donazioni alla campagna “Apocalisse Gaza”:  https://paypal.me/apocalissegaza

oppure Conto corrente temporaneo per le donazioni: SANDALIA ONLUS ATTIVITA' DI ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LA SOLI

IBAN: IT 79 J 01015 86510 000065016676
BIC: BPMOIT22 XXX
Causale: Apocalisse Gaza

 

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Radio Gaza - cronache dalla Resistenza

Una trasmissione di Michelangelo Severgnini e della redazione locale palestinese a Gaza

In contatto diretto con la popolazione di Gaza che resiste e che ha qualcosa da dire al mondo...

Episodio numero 29 - 22 marzo 2026

 

La campagna “Apocalisse Gaza” raggiunge oggi il suo 276° giorno, avendo raccolto 153.854 € da 1.796 donazioni e inviato già a Gaza 153.312 € in contanti.

 

Cari ascoltatori di Radio Gaza, questa settimana arriviamo con un po’ di ritardo, ma siamo sempre qui. Siamo stati a presentare il documentario “Gaza ha vito”, l’ultimo dei 5 episodi del film in progress. Dura 48 minuti e lo trovate sul canale. 48 minuti di video girati a Gaza e di racconti, resoconti e commenti del popolo di Gaza.

Si può presentare, proiettare, condividere. 

Non ci sono molti lavori di questo tipo in giro, in questo momento. 

E’ vero, non apparteniamo alla grade famiglia dei Pro-Pal di professione e comunque richiede tempo e sottomissione per farne richiesta.

Ma Gaza è sempre la stessa, solo qui che a Radio Gaza, Gaza parla, si esprime, indica, suggerisce. Insomma qui il popolo di Gaza diventa soggetto politico senza la mediazione di portavoce o di canali Telegram.

E questo non può che risultare scomodo.

E noi lo capiamo.

Ma non per questo gli attivisti occidentali vorranno sottrarsi al confronto, vero?

Da pochi giorni è finito il mese di Ramadan a Gaza. E’ stato un mese triste, sospeso tra la totale indifferenza del mondo e l’incertezza degli eventi che si stanno susseguendo in Medio Oriente.

Noi, con la nostra campagna, avremmo voluto fare di più. Perché la valuta trasferita a Gaza, si trasforma lì sl posto in cibo, acqua potabile, sorrisi, fiducia, fratellanza.

Ma finché vigerà questo cordone protettivo che separa il grande pubblico dalle potenzialità di questa campagna, ci toccherà fare con quel che abbiamo.

Nei giorni scorsi c’è stato un incontro al Cairo tra i soliti negoziatori, nonostante le bombe che sorvolano i cieli del Levante. I lavori del Board of Peace devono andare avanti. 

Si è ripreso da dove si era lasciato: dal disarmo di Hamas.

La scadenza doveva essere marzo 2026. Adesso sono stati concessi altri 3 mesi, per il disarmo delle armi pesanti e questa volta persino per la consegna delle mappe dei tunnel.

A uguale domanda, ci sarà dalla Resistenza uguale risposta.

Hamas non disarma. Altro non può fare, nonostante Israele abbia spostato la Brigata Golani da Gaza al sud del Libano. Ora il gioco è nelle mani di altri soggetti.

Però Hamas non disarma.

 

<<La pace sia con te, fratello Michelangelo

La resistenza a Gaza non è in grado di affrontare l'esercito israeliano da sola...

L'esercito non può ritirarsi da Gaza se non su ordine di Netanyahu

Anche se la resistenza li affrontasse, non sarebbe in grado di cacciare l'esercito da Gaza da sola

L'esercito ha costruito, oltre la linea gialla, caserme militari fortificate e dispone di armi automatiche che sparano non appena si sospetta qualcosa, senza nemmeno identificare il bersaglio.

Ci sono le milizie di Abu Shabab, e la resistenza deve affrontare queste milizie prima di affrontare l'esercito di occupazione. 

Hamas può superare tutti questi sistemi, ma gli aerei da guerra israeliani sono in grado di prevalere,

ma alla fine, se l'Iran, il Libano, lo Yemen, Gaza, la Russia e la Cina si unissero per colpire Israele,

gli israeliani verrebbero annientati in pochi istanti>>.

 

La carestia è una strategia militare per colpire la popolazione civile alla quale è legata la Resistenza. Come raccontato tante altre volte, Israele colpisce la popolazione per colpire la Resistenza.

Da un lato le rappresaglie delle bande palestinesi sostenute da Israele, coperte dai bombardamenti quotidiani. Dall’altro l’innalzamento dei prezzi che affama la popolazione, creando le premesse per una potenziale guerra civile. 

Questo è l’obiettivo.

E il mondo? Dov’è il resto del mondo?

 

<<Mentre un miliardo di musulmani in tutto il mondo festeggia l'Eid con gioia, due milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza vivono nella fame. Non trovano nulla da mangiare nel giorno della festa e gli Stati Uniti ammettono che Gaza è ormai nel pieno della carestia, dopo che l'ingresso di merci nella Striscia è diminuito di oltre l'80% rispetto a un mese fa. Da più di un mese, non entrano nel settore di Gaza più di 4 camion al giorno, il che significa che il 60% della popolazione del settore di Gaza potrebbe non trovare cibo da mangiare regolarmente.

Metà della popolazione del settore di Gaza consuma un solo pasto ogni due giorni; siamo nel mezzo di una carestia.

Avevamo l'abitudine di comprare vestiti nuovi per i bambini, di fare visita ai parenti, di comprare cioccolatini e preparare dolci: oggi tutto questo non esiste più. Il genocidio ha distrutto tutto. Non abbiamo soldi per comprare da mangiare ai bambini 

La carestia è tornata, più forte che mai, e con la violenza. È una carestia senza soldi. Durante la prima carestia avevamo un po' di soldi, ma oggi affrontiamo la nuova carestia e non abbiamo alcun denaro>>.

 

Il tiro al bersaglio quotidiano non sono solo le bombe e gli spari. La distruzione totale significa esporre 2 milioni di persone alle stesse difficoltà ambientali che avevano gli uomini primitivi, senza rifugio, senza riscaldamento, senza protezione. 

L’inverno non è ancora del tutto finito e ancora le piogge a Gaza sono in grado di fare più danni delle bombe.

Israele sta falciando l’erba, secondo il loro modo di esprimersi.

Sta ammazzando gli abitanti del Levante e distruggendo le infrastrutture per la loro sopravvivenza. E’ l’unico modo per contrastare l’indice demografico nettamente a sfavore di Israele.

Ma per quanto Israele possa falciare, non potrà fermare la primavera alle porte.

 

<<La pace sia con voi. Un'altra notte dura a Gaza, mentre la città si prepara ad accogliere la festa. 

Si sono verificati bombardamenti contro un'auto a Khan Yunis e altri a Deir al-Balah, oltre a bombardamenti molto intensi nella zona della costa settentrionale e a Beit Lahia; bombardamenti molto intensi su Deir al-Balah e la distruzione di un intero quartiere residenziale nella zona di Al-Zawaya 

L'esercito israeliano approfitta dell'attenzione mondiale rivolta all'Iran per mettere in atto la sua consueta pratica di massacri nella Striscia di Gaza. Ogni giorno assistiamo a bombardamenti intensi e massicci e questa mattina tre persone sono state uccise; gli israeliani sostengono che si fossero avvicinate alla linea gialla, cosa che sentiamo ripetere quotidianamente.

La situazione attuale dei mercati è caratterizzata da una grave carenza di generi alimentari e da un forte aumento dei prezzi: il prezzo al chilo dei pomodori ha raggiunto i 30 shekel, pari a 10 euro; le patate sono quasi introvabili e si trovano solo raramente, mentre le cipolle sono completamente esaurite; anche il prezzo di altri prodotti, come il riso, è aumentato in modo esponenziale, al punto che il cittadino medio fatica procurarsi il cibo per la giornata.

In questo momento piove a dirotto nella Striscia di Gaza; la pioggia sta allagando tutto, le strade

La pioggia uccide i bambini, spazza via le tende e le sradica; la Striscia di Gaza, già devastata, è stata distrutta in ogni suo aspetto: non ci sono infrastrutture, né strade, né vie, né edifici. Viviamo in un'epoca primitiva, in cui la pioggia uccide le persone>>.

 

A Gaza si può comprare tutto, grazie a 25 grandi commercianti palestinesi in possesso di una super licenza rilasciata da Israele.

Pertanto si trovano anche le medicine, non solo il cibo.

A prezzi esorbitanti però.

Ecco perché l’unico aiuto che possiamo dare oggi è il trasferimento di valuta all’intero della Striscia.

E’ quello che la campagna “Apocalisse Gaza” sta facendo dallo scorso giugno.

 

<<La pace sia su di voi, insieme alla misericordia e alle benedizioni di Dio. I miei saluti al fratello Michael Angelo per questa bella iniziativa, perché siamo davvero felici dei soldi che ci hai inviato e con cui abbiamo comprato alcuni vestiti. Grazie a tutti i donatori: siete il nostro sostegno, perché ci avete reso felici e ci avete permesso di acquistare i vestiti per la festa e alcune medicine. Anch’io sono felice, Michelangelo. Che Dio ti protegga e ti mando i miei migliori saluti, Michelangelo. Che Dio ti benedica.

La pace sia con te, insieme alla misericordia e alle benedizioni di Dio. Caro fratello Michelangelo, vorrei comprare delle medicine, ma non posso permettermele perché non ho soldi e la mia situazione è davvero difficile. Ti prego, fratello, aiutaci. Che Dio ti ricompensi con ogni bene>>.

 

Con l’assassinio di Ali Khamenei la guerra in corso è diventata anche una guerra di religione. Lo è diventata anche grazie al silenzio quasi unanime del mondo cristiano che si è guardato bene dal condannare l’omicidio di una massima guida spirituale.

Ma non va intesa come una guerra tra una religione contro un’altra.

Questa è una guerra del Dio del denaro contro il Dio dello Spirito.

Quindi non è l’Islam la vittima, ma le religioni orientali in toto, inclusa la religione cristiana orientale. Lo Stato di Israele non è uno stato teocratico, è uno stato ateo, dove i mercanti del tempio hanno preso il sopravvento sul pensiero profondo che unisce gli uomini in fratellanza.

Questo sforzo innaturale e questa attitudine malvagia, non può che incontrare la rivolta di un intero continente.

 

<<L'esercito israeliano ha chiuso tutti i luoghi di culto in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza; dopo aver demolito le moschee nella Striscia di Gaza, ha chiuso tutti i luoghi di culto islamici e cristiani da oltre un mese; né nelle chiese palestinesi né nelle moschee si sono tenute preghiere

Si tratta di un'occupazione israeliana contro la pace e contro gli appelli alla pace e alla fede.

Ma è possibile che la Cisgiordania e i territori occupati si infiammino e che abbia inizio una nuova intifada contro Israele; tuttavia, credo e ritengo che la fine di Israele sia vicina.

Ciò che mi fa credere che la fine di Israele sia vicina.

Il Corano e le parole dello sceicco fondatore Ahmed Yassin.

Ha detto precisamente nel 2027, ma nei tempi a venire e nei giorni a venire, se Dio vorrà.

Perché ha iniziato a crollare e ha cominciato a scoprire la sua vera natura: non possiede alcuna terra e ha espulso con la forza e con la violenza i palestinesi dalle loro terre; inoltre, si è rivelata ai vostri occhi mentre uccideva bambini, innocenti e donne e commetteva massacri; ma in futuro tutti i popoli arabi e islamici dovranno unirsi per porre fine a Israele>>.

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