Tunisia : Proteste contro il caro vita

L’Assemblea Costituente paralizzata sulla scelta del sistema politico

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Tunisia : Proteste contro il caro vita

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Proteste per il caro vita sono esplose a Sidi Bouzid, città nota per aver dato il via alla Primavera Araba con l’immolazione di Mohamed Bouazizi. Decine di persone hanno circondato la sede del governatorato della città e saccheggiato la sede locale del partito di Ennadha. La polizia ha sparato colpi di avvertimento e usato lacrimogeni per disperdere la folla. A protestare erano in particolar modo lavoratori in attesa di essere pagati. 
A riguardo, parlando ad una sessione speciale dell’Assemblea Costituente Nazionale in occasione dell’anniversario della Repubblica, il Primo Ministro ad interim Jebali ha annunciato la decisione di alzare il salario minimo garantito e portare a quel livello anche il salario minimo agricolo. Ha aggiunto che il governo cercherà di contrastare l’aumento dei prezzi, in particolar modo dei prodotti di base, e che ne fisserà il prezzo e assicurerà l’approvvigionamento durante il Ramadan. Il malcontento popolare nei confronti del partito governativo, incapace di adottare soluzioni per fronteggiare disoccupazione e povertà, aveva già nei mesi scorsi innescato proteste nella popolazione e prestato il fianco per l’avanzata di gruppi salafiti.
Il Primo Ministro ha poi annunciato che le elezioni legislative si terranno il 20 marzo 2013, tuttavia il rispetto di questa data è vincolato alla ratifica della nuova Costituzione. Il termine per l’adozione della legge costituzionale è stato fissato per il 23 ottobre di quest’anno, tuttavia i membri dell’organo costituente nutrono dubbi sulla fattibilità di tale data, anche alla luce del nuovo scontro che si sta consumando tra Ennadha e le altre formazioni partitiche in merito al sistema politico da adottare. Mentre Ennadha propende per l’adozione di un sistema parlamentare puro, i principali partiti di opposizione preferirebbero un sistema semi - presidenziale, al fine di evitare “il predominio del partito di maggioranza”, come ha chiarito lo stesso Presidente Marzouki.
Qualora il partito di Governo non dovesse raggiungere un compromesso con gli altri partiti, si rischierebbe di non avere l’approvazione dei 2/3 dell’Assemblea, necessari per ratificare il testo costituzionale, che verrebbe così sottoposto a referendum popolare.
Un’ ulteriore tappa di avvicinamento alle elezioni dovrebbe essere, poi, la creazione di un nuovo organismo elettorale indipendente che, riempiendo il vuoto lasciato dall’ISIE, la dissolta Autorità Indipendente per le elezioni, gestisca tutta la fase logistica connessa allo svolgimento delle elezioni.

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