Turchia-Europa: il trucco del liberismo è vecchio, ma funziona sempre

" Il fatto è che al liberismo non gliene frega assolutamente nulla né della pena di morte né delle repressioni militari e poliziesche e neppure del terrorismo e delle stragi: gli importano solo i soldi"

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Turchia-Europa: il trucco del liberismo è vecchio, ma funziona sempre

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di Francesco Erspamer*

 
Il trucco è vecchio ma a quanto vedo funziona sempre. Angela Merkel e l’ossequiente Federica Mogherini fanno la voce grossa al macellaio Erdogan: eh no, se rimetti la pena di morte l'Europa te la sogni. Perché, stava per entrare in Europa, la Turchia integralista di Erdogan? E davvero la pena di morte è l’unico criterio di valutazione, e chissenefrega di assassinii, torture, epurazioni, censure, minacce, autoritarismo, corruzione, per non dire delle stragi di stato e del genocidio dei curdi? Come a dire che se Hitler avesse tolto la pena di morte allora il nazismo avrebbe potuto venire sdoganato. 

Il fatto è che al liberismo non gliene frega assolutamente nulla né della pena di morte né delle repressioni militari e poliziesche e neppure del terrorismo e delle stragi: gli importano solo i soldi che possono fare le multinazionali e, attraverso di esse, la piccola casta di politici e giornalisti al loro servizio. La Turchia può compensare la Gran Bretagna in Europa; con il vantaggio che con Erdogan un Turkexit non ci sarebbe mai perché l’opposizione la stanno massacrando e chi la scampa non fiaterà più almeno per qualche decennio. 
 
È una sceneggiata: il messaggio è chiaro: hai vinto, ci piaci, fai un piccolo atto puramente formale e ti facciamo entrare nell’UE, a portarci mano d’opera a costo quasi nullo, scarsa sensibilità ambientale e sindacale, consumatori che si accattano qualunque americanata, come neanche gli italiani. E a chi si opponeva prima e si opporrebbe adesso rispondono: ma non ha la pena di morte, dunque è un paese democratico, è un paese civile; e se ti opponi a un paese senza pena di morte evidentemente sei un islamofobo, un razzista, un fascista.

*Professore all'Harvard University. Post Facebook del 21 luglio 2016

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