Ursula Von der Leyen: "Sappiamo cosa è in gioco. Non c'è più tempo da perdere"

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Ursula Von der Leyen: "Sappiamo cosa è in gioco. Non c'è più tempo da perdere"

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"Il sostegno all'Ucraina e il rafforzamento della preparazione della difesa europea. Sappiamo tutti cosa c'è in gioco e sappiamo che non c'è più tempo da perdere".

Con un post su X, il presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha dichiarato di aver comunicato con la famigerata coalizione dei volentorosi che oggi si riuniva con Zelesnky a Londra. 


"Conosciamo l'impatto devastante delle nostre sanzioni sull'economia di guerra della Russia. Insieme ai nostri alleati, l'Europa ha i mezzi e la volontà di aumentare la pressione sulla Russia affinché si sieda al tavolo dei negoziati", ha continuato Ursula mistificando una realtà che vede la Russia avanzare sul terreno ogni giorno, il suo presidente essere accolto con tutti gli onori in India e i paesi membri dell'UE studiare uno scippo che non si fece nemmeno con la Germania nazista per armare (e per le tasche degli oligarchi ucraini) Kiev per qualche mese. 

Dopo aver ammesso che la proposta di prestito per l'Ucraina è "complessa" - secondo quanto riferito da POLITICO l'Italia si impegnerebbe per oltre 25 miliardi di euro, una cifra superiore all'attuale finanziaria -  Von der Leyen, senza citare il diniego avvenuto dalla BCE che si è rifiutata di prestare le garanzie sugli asset russi, spiega come la ragione sia quella di aumentare il costo della guerra per la Russia. "Continuiamo ad andare avanti con urgenza, attuando la nostra tabella di marcia di preparazione, la mobilità militare e i nostri progetti faro paneuropei. Mentre stiamo ancora esaminando i piani SAFE ricevuti dagli Stati membri, l'Ucraina è inclusa in 15 dei 19 piani presentati", ha proseguito. 


LEGGI:
ESCLUSIVO POLITICO - Il Governo Meloni si impegnerebbe a garantire oltre 25 miliardi degli asset russi scippati



Da un lato, gli Stati Uniti che hanno decretato finito il conflitto: il piano strategico appena varato è chiarissimo nell'intenzione di riprendere le relazioni con la Federazione russa. Dall'altro, un'Unione Europea che continua indefessa la strada del suicidio collettivo "fino all'ultimo ucraino". L'esito della guerra è segnato, ma a Bruxelles si deve andare avanti per lo stridulo abbaiare dei chiwawa del Baltico e per salvare le poltrone a burocrati che hanno perso anche la dignità.

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