Usa: si è aperta a Washington una storica conferenza sull'AIDS

Fino al 27 luglio 25 mila tra scienziati, medici e pazienti si confronteranno "per la fine dell'epidemia in questa generazione"

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Si è aperta lunedì a Washington la conferenza mondiale sull'Aids. Ricercatori, medici e pazienti si confronteranno sul tema fino al 27 luglio, con aspettative molto alte ed una partecipazione che supera le 25,000 persone. Il tema e' di portata storica: "invertire la marea" della malattia insieme, ma le sfide restano. La dichiarazione di scienziati ed attivisti chiamata 'Washington Dc Declaration' e' un programma di intenti più che ambizioso: "Attraverso gli avanzamenti della scienza e le conquiste politico e sociali e' ora possibile invertire la marea contro la stessa malattia dell'Aids e dare il via alla fine dell'epidemia nel corso di questa generazione".
"Le generazioni future conteranno sul nostro coraggio di pensare in grande, essere audaci e cogliere le opportunità che abbiamo di fronte a noi", ha detto la dottoressa Diane Havlir dell'università di California San Francisco, co-presidente della conferenza. "Dobbiamo essere risoluti e non andare mai indietro", ha affermato la dottoressa Elly Katabira, presidente dell'International Aids society, intervenendo alla sessione di apertura. I nuovi studi insistono sul fatto che trattare i sieropositivi prima che si ammalino di Aids non è soltanto una misura che salva delle vite, ma riduce anche le possibilità di diffondere il virus tramite il sesso. Il dottor Anthony Fauci, noto immunologo impegnato nella ricerca sull'Aids, spiega che le regioni che hanno iniziato a trattare con anticipo i pazienti hanno notato un calo nelle infezioni, da San Francisco a Washington al Sudafrica. Per quanto riguarda le persone sane, invece, possono assumere dosi giornaliere del farmaco Truvada per diminuire il rischio di essere contagiate da sieropositivi con i quali hanno rapporti sessuali.
Ad oggi 34 milioni di persone vivono con l'Aids. Negli ultimi 20 anni i morti causati dal morbo sono stati 30 milioni, ma i progressi nelle terapie antivirali sono riusciti a trasformare quella che era una condanna a morte certa in una malattia cronica. Tra i temi che verranno discussi alla conferenza figurano non solo i progressi nella messa punto e sperimentazione di un vaccino contro il morbo - obiettivo ultimo delle ricerche - ma nuove strategie preventive, la necessita' di un accesso globale alle cure ed ai test sul virus Hiv, l'importanza dei finanziamenti anche a fronte della crisi economica. Di recente il direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' Margaret Chan aveva osservato:"Per ogni persona che inizia il trattamento antivirale, altre due vengono infettate". Il nodo dei fondi alla ricerca ed alla cura rimane quindi centrale: secondo gli ultimi dati mancano ancora circa 22-24 miliardi di dollari per gli obiettivi prefissi al 2015. 

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