Washington alza il tiro, il mondo risponde: il Venezuela non è solo

2072
Washington alza il tiro, il mondo risponde: il Venezuela non è solo

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Le tensioni attorno al Venezuela raggiungono un nuovo picco mentre Washington mantiene un inedito dispiegamento militare nel Mar dei Caraibi, giudicato da Caracas come un atto di aggressione. Da Mosca arriva un monito severo: il viceministro degli Esteri Sergey Riabkov avverte gli Stati Uniti contro «qualsiasi passo verso uno scontro aperto», denunciando la volontà della Casa Bianca di riaffermare un “dominio incontestabile” nella regione. La Russia, che ha rafforzato di recente la cooperazione strategica con il Venezuela, ribadisce il proprio sostegno “spalla a spalla” al governo bolivariano.

Intanto Donald Trump rilancia la retorica bellicista: dopo i bombardamenti contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti - oltre 80 morti senza prove di traffici illeciti - annuncia attacchi anche via terra, estesi a qualunque Paese ritenuto parte della filiera della droga. Una narrativa però smentita dall’ONU e dalla DEA, che confermano come il Venezuela non sia una rotta centrale del narcotraffico verso gli Stati Uniti. Mentre cresce la pressione esterna, Maduro incassa nuove prove di sostegno diplomatico. In una telefonata con Recep Tayyip Erdo?an, i presidenti di Venezuela e Turchia hanno espresso preoccupazione per l’escalation statunitense e annunciato un ulteriore rafforzamento dei rapporti bilaterali, dal commercio agli investimenti, fino al ripristino del volo diretto Caracas–Istanbul.

Sul piano globale si moltiplicano le mobilitazioni contro la politica aggressiva di Washington: dagli Stati Uniti all’America Latina, dall’Europa all’Africa. A New York, Chicago, Città del Messico, Santiago, L’Avana e Kinshasa, migliaia di persone scendono in piazza denunciando la “falsa guerra antidroga” e difendendo la sovranità venezuelana. Movimenti sociali, sindacati, collettivi antifascisti e comunità indigene convergono su un messaggio comune: «Fuori le truppe dai Caraibi. Nessuna guerra per il petrolio».

Dalla vasta rete di solidarietà globale emerge un punto fermo: il Venezuela non è una minaccia, ma un attore centrale del nuovo equilibrio multipolare, simbolo della lotta contro l’unilateralismo e in difesa dell’autodeterminazione dei popoli.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti