Argentina: la lettera di Kirchner che rinfiamma la contesa sulle Falkland

La presidentessa chiede a Cameron di rispettare la legislazione Onu sul colonialismo

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Argentina: la lettera di Kirchner che rinfiamma la contesa sulle Falkland

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La presidentessa argentina Cristina Fernandez de Kirchner torna a rilanciare le rivendicazioni di sovranità sulle isole Falkland-Malvinas. In una lettera diretta al premier inglese Cameron pubblicata da tutti i principali quotidiani britannici, Kirchner ha invitato il primo ministro britannico a rispettare la risoluzione 1695 del 1960 e porre fine al colonialismo in tutte le sue forme e manifestazioni. In occasione dell'anniversario di quello che in Argentina si ritiene il 180mo anniversario della “occupazione” britannica delle isole - fino al 1833 le isole erano considerate argentine, ma quell’anno due navi britanniche, la Clio e la Tyne, presero possesso delle isole senza incontrare alcuna resistenza – la sovranità delle isole controverse nell'Oceano Pacifico torna ad infiammare i rapporti tra i due paesi. A Buenos Aires, molti veterani della guerra del 1982 hanno manifestato davanti all’ambasciata britannica, a sostegno dell’iniziativa della presidente.
La risposta del governo inglese è arrivata attraverso un portavoce di Cameron, il quale ha ribadito come le Falkland non siano mai appartenute all'Argentina e che comunque i suoi 3.000 abitanti, tutti di origine britannica, hanno più volte espresso la volontà di restare sotto sovranità britannica. “Il futuro delle isole dovrà essere deciso da chi le abita. Ogni volta che è stata chiesta la loro opinione hanno risposto di voler mantenere lo status attuale con il Regno Unito. Stanno promuovendo un referendum per quest’anno, e spero che la presidente dell’Argentina vorrà ascoltare questo referendum e riconoscerne i risultati”.
Molti analisti hanno sottolineato come la velleitaria iniziativa della Kirchner sia da ascrivere alla vertiginosa caduta di popolarità ad un anno e mezzo dalla rielezione ed ad un disperato bisogno di distrarre l'opinione pubblica interna dai problemi economici che stanno riportando il paese a rischio di nuovo default. Dopo mesi di scioperi e dimostrazioni di protesta, con un'inflazione che sfiora il 25%, il governo ha iniziato ad utilizzare i fondi  previdenziali per continuare a finanziarsi. Infine, i problemi legati ai debiti passati contratti stanno acuendo le difficoltà internazionali dell'Argentina. Il mese scorso un fondo americano, che aveva rifiutato il concordato con cui Buenos Aires ha cercato di chiudere il contenzioso del debito estero contratto prima del default del 2001, ha ottenuto una sentenza che lo autorizza a chiedere la confisca di beni argentini all'estero per un valore di 1,6 miliardi. Ed è già riuscito a far bloccare la nave scuola argentina «Libertad» in un porto del Ghana.

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