YEMENITI, ARABI E ITALIANI PROTESTANO NUOVAMENTE DAVANTI ALL’AMBASCIATA SAUDITA A ROMA

“Evviva l’Arabia non saudita”. La protesta contro l'aggressione iniziata il 28 marzo che ha già causato moltissime vittime civili

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YEMENITI, ARABI E ITALIANI PROTESTANO NUOVAMENTE DAVANTI ALL’AMBASCIATA SAUDITA A ROMA

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di Marinella Correggia

Intere famiglie con bambini piccoli della Comunità yemenita, cittadini di altri paesi arabi e italiani hanno protestato ora (martedì 14) davanti all’ambasciata dell’Arabia saudita a Roma contro i bombardamenti in Yemen da parte della coalizione guidata da Riad. L’aggressione, iniziata il 28 marzo, ha già causato moltissime vittime civili e la distruzione di infrastrutture: nel paese più povero del mondo arabo. “I sauditi sidicono i depositari dell’islam ma uccidono musulmani”.E’ la quarta manifestazione là davanti, dopo la prima di Rete No War sabato 4 aprile. Insieme alle bandiere yemenite e a una  - superstite - bandiera della pace italiana, moltissimi cartelli in varie lingue (“Stop al massacro, stop all’aggressione saudita”), foto di civili uccisi dalle bombe, vignette satiriche sul reame sauditae sul presidente yemenita fuggito a Riad. E uno speranzoso “Evviva l’Arabia non saudita”.

 
“Chiediamo all’Italia, all’Europa e all’Onu di fermare il massacro” ha dichiarato Fadhl, giovane medico di Colleferro, presente con moglie e i tre bambini; “Dove vogliono arrivare? Fin a quando bombarderanno? L’unica soluzione è il negoziato fra i vari gruppi, partiti e fazioni nel paese”. I partecipanti hanno anche condannato il ruolo di destabilizzazione mondiale giocato da re, emiri, sceicchi e sultani del Golfo,  anche con le loro guerre dirette (spesso insieme alla Nato) o finanziando “da tanto tempo i gruppi più che violenti che stanno massacrando l’intero Medioriente”.La protesta è stata contemporanea alle discussioni in Consiglio di sicurezza dell’Onu per imporre l’embargo di armi ai ribelli houthi. I partecipanti hanno fatto notare ai giornalisti che “l’aggressore esterno è l’Arabia saudita, chi bombarda sono i sauditi e gli altri della coalizione, a loro dovrebbe essere fatto l’embargo sulle armi!”. 
 
E invece, faceva notare un cartello, Riad è la prima acquirente delle armi italiane (a proposito di embargo…). Forse per questo di recente il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha dichiarato “comprensione” per i sauditi? Il ministro ha anche detto che occorre lottare contro il terrorismo ma, come hanno sottolineato i partecipanti (e come dice anche il segretario alla Difesa Usa), “ultimamente al Qaeda si sta rafforzando in Yemen” . Grazie alle bombe saudite: i ribelli houthi infatti sono nemici sul campo dell’organizzazione creata a suo tempo dall’ex amico degli Usa Osama bin Laden.Si tornerà in piazza domenica prossima. Forse a san Pietro. La comunità yemenita e non solo è mobilitata.Con un documento consegnato al ministero degli esteri, Rete No War ha chiesto la dissociazione dell’Italia dai bombardamenti in Yemen e anche dagli addestramenti turco-statunitensi, in Siria, dei cosiddetti “ribelli moderati”, continuando a ignorare che fra loro e Daesh o Al Nusra i vasi sono comunicanti. 

(Foto di Stefano Montesi)

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