Bruxelles, Memorial Square. Tutta l'ipocrisia dell'occidente in una foto (censurata dai media)

 Bruxelles, Memorial Square. Tutta l'ipocrisia dell'occidente in una foto (censurata dai media)

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Bruxelles‬, Memorial Square.
L'ipocrisia dell'occidente non può essere espressa meglio che in questa foto (tratta da un servizio di Euronews). Ai più è passata inosservata perché è semplicemente una sequela di bandiere che si stringono intorno al lutto degli attentati della capitale belga, sede dell'Unione Europea e della NATO. 
 
Ma con un fermo immagine si osserva, proprio accanto alla bandiera belga:

 
Invece che la bandiera siriana, paese martoriato da 5 anni di terrorismo di ijhadisti provenienti da 89 paesi, a Bruxelles sventola quella dei ribelli del paese. Ribelli finanziati, sostenuti e foraggiati nella distruzione terroristica del paese. Sulle ragioni di quest'ultima, non ci sono più dubbi. Se anche il nipote di JFK, su Politico, l'ha chiarito in modo drammaticamente chiaro, come si puà credere ancora alle coperture mediatiche dei crimini occidentali di Repubblica o il Fatto Quotidiano?  "La nostra guerra contro Bashar al Assad non è iniziata con pacifiche proteste civili della primavera araba nel 2011", ma "quando il Qatar ha offerto di costruire un gasdotto di 10.000 milioni di dollari che attraversano l'Arabia Saudita, Giordania, Siria e Turchia", scrive Kennedy su Politico. E per questo sono stati sostenuti, foraggiati e finanziati quei ribelli che secondo uno studio condotto dal think tank di Tony Blair hanno la stessa visione di mondo, gli stessi obiettivi e applicherebbero le stesse leggi di Al-Nusra (Al-Qaeda) e Isis.  
 
Se questo è il quadro e per mostrarvelo vi abbiamo portato a riferimento solo fonti “interne”, occidentali, inattacabili, la scena della bandiera dei ribelli siriani è intollerabile, inammissibile. In Siria sono cinque anni che, ogni giorno, nel silenzio complice e con la responsabilità diretta dell'occidente, si assistono alle stesse scene di Parigi e Bruxelles. 
Padre Daniel Maes, sacerdote belga norbertino dell’ abbazia Fiamminga Postel in Siria ha scritto una lettera aperta ai governanti occidentali. “Sono venuto in Siria, al servizio della comunità religiosa di Mar Yakub in Qâra, Qalamoun. Ero arrivato con molti pregiudizi e sospetti. Il contatto con la popolazione e il paese, tuttavia, mi ha fatto subire uno shock culturale”, scrive. “Chi serve invece gli interessi delle potenze straniere per trascinare altri popoli nella miseria più profonda, è un leader terrorista, è anche indegno di essere chiamato uno statista. Possiamo chiederVi di non schierarVi dalla parte degli assassini, ma dalla parte delle vittime innocenti? E’ questo che noi, il popolo siriano e tantissimi uomini di buona volontà in Belgio e altrove, si aspettano da Lei. Per questo, noi Vi saremo molto grati e il futuro Vi ricorderà e Vi onorerà come uno statista degno”, prosegue.
 
Quando nel 2013 l'attuale ministro degli esteri belga ancora in carica voleva fare un “monumento” ai jihadisti belgi che partivano per la distruzione della Siria, l'occidente si è schierato dalla parte degli assassini.

Quando il governo italiano ha deciso di riconoscere i ribelli siriani come gli unici rappresentanti del popolo siriano già nel 2012, l'occidente si è schierato dalla parte degli assassini e non delle vittime.

Quando gli Stati Uniti hanno cercato in tutti i modi di finanziare, foraggiare e supportare questi “ribelli moderati” per poi dover ammettere che confluiscono in Al-Nusra o non rappresentano nulla della società civile siriana, l'occidente si è schierato dalla parte degli assassini.  

Nella settimana in cui l'esercito siriano (con il supporto decisivo  dell'aviazione russa e degli alleati regionali) ha restituito al mondo i siti archeologici di Palmira, tutti i castelli di carta, le menzogne e le bufale dell'occidente sulla Siria sono venuti giù per sempre. Tutti tranne uno: l'ipocrisia. Quando nel commemoriale delle vittime degli attentati di Bruxelles di povera gente vittima della sete di sangue e di guerra dei loro governanti, accanto alla bandiera del paese colpito sventolava quella dei ribelli siriani e non della Repubblica araba siriana, l'occidente si è schierato, per l'utima indegna volta, dalla parte degli assassini e non delle vittime. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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