17 partiti comunisti dell'ex URSS esprimono solidarietà alla Bielorussia

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17 partiti comunisti dell'ex URSS esprimono solidarietà alla Bielorussia

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da https://kprf.ru



Tempo fa, Gus Hall, il leader del Partito Comunista degli Stati Uniti, aveva affermato che il vero internazionalismo è messo alla prova dagli atteggiamenti verso l'Unione Sovietica. Aveva assolutamente ragione. Dai tempi di Marx, si sa che ogni passo pratico è più importante di una dozzina di programmi. L'URSS era l'incarnazione del sogno secolare dell'umanità, anche se imperfetto, precoce, ma socialista.


Dopo il crollo criminale del primo stato socialista del mondo, la disperazione, la povertà e il degrado hanno regnato nello spazio post-sovietico. In Azerbaigian, Armenia, Georgia, Moldova, Russia, Tagikistan è divampato l’incendio mortale della guerra interetnica fratricida. Nei paesi baltici, i neofascisti che sono saliti al potere hanno messo in atto un vero apartheid - hanno diviso l'intera popolazione dei loro stati "indipendenti", "democratici" in "cittadini" e subumani privati ??dei diritti civili - i cosiddetti "non cittadini".

In tutti questi anni la Bielorussia è rimasta l'unica isola di stabilità tra le repubbliche dell'URSS distrutta. La volontà popolare ha portato al potere Alexandr Lukashenko, un patriota e un creatore. Sotto la sua guida, attraverso gli sforzi di milioni di bielorussi, sono state preservate le principali conquiste del socialismo sovietico: la politica estera antimperialista, il diritto al lavoro e una vecchiaia dignitosa, la protezione della famiglia, della maternità e dell'infanzia, la sanità gratuita e l'istruzione a prezzi accessibili. Oggi non c'è nessuna oligarchia finanziaria e industriale e nessun clan criminale. A differenza dei paesi vicini, la Bielorussia non è governata dal dollaro di "sua maestà". Tutto ciò suscita rabbia e odio furiosi tra i reazionari di tutto il mondo.

E’ trascorso poco tempo dall'elezione del capo dello Stato bielorusso il 9 agosto 2020. I circoli dominanti degli Stati Uniti, con l'aiuto dei loro seguaci della NATO - Polonia e Lituania - stanno cercando di fomentare un sanguinoso colpo di Stato nella Bielorussia sovrana. Sull'esempio della Georgia e dell'Ucraina, sappiamo quali sarebbero gli esiti del loro intervento: il linciaggio dei comunisti, la distruzione di monumenti a Lenin e ad altri leader sovietici, il divieto dei nostri simboli e l'elogio degli scagnozzi di Hitler. E, soprattutto, un disastro per i lavoratori.

Ora qua e là, anche politici di sinistra danno credito a speculazioni sulla "crudeltà ingiustificata" delle autorità bielorusse nel reprimere il colpo di Stato strisciante. È molto strano. Non dovremmo noi comunisti sapere in cosa si trasforma l' "umanesimo" falsamente inteso? Qualsiasi indebolimento prodotto dalla controrivoluzione si conclude in un solo modo: lo sbarramento di fuoco contro i Comunardi al cimitero parigino di Pere Lachaise.

Noi, i leader dei diciassette partiti comunisti delle ex repubbliche sovietiche, uniti nell'Unione dei Partiti Comunisti - PCUS, in questo momento difficile facciamo appello a tutti i partiti comunisti e operai del mondo con un appello affinché venga fornito pieno sostegno ai nostri fratelli bielorussi!

Unitevi alla campagna di solidarietà con il Partito Comunista, con tutti i sostenitori della scelta socialista in Bielorussia!

Vi esortiamo a organizzare una energica pressione politica sui leader degli Stati, che provocano il caos nella Repubblica di Bielorussia!

Nella solidarietà internazionalista è la nostra forza!

L’imperialismo non passerà!

A nome del Partito Comunista della Federazione Russa:

G.A. Zyuganov, presidente del Comitato centrale

A nome del Partito Comunista dell'Ucraina:

P.N. Symonenko, Primo Segretario del Comitato Centrale

A nome del Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldova:

V.N. Voronin, presidente

A nome del Partito Comunista della Repubblica d'Abkhazia:

B.Sh. Bebiya, presidente del Comitato Centrale

A nome del Partito Comunista dell'Azerbaigian:

R.M. Kurbanov, presidente del Comitato centrale

A nome del Partito Comunista dell'Armenia:

E.Yu. Ghazaryan, Primo segretario facente funzione

A nome del Partito Comunista Unito della Georgia:

T.I. Pipia, presidente 

A nome del Partito Comunista del Kazakistan:

T.S. Makhyzhanov, primo segretario del Comitato centrale

A nome del Partito dei Comunisti del Kirghizistan:

I.A. Masaliev, presidente del Comitato centrale 

A nome del Partito Comunista della Transnistria:

N.A. Bondarenko, presidente ad interim 

A nome del Partito Comunista del Tagikistan:

S.M. Abdulloev, presidente del Comitato centrale

A nome del Partito Comunista della Repubblica dell'Ossezia del Sud:

S.Ya. Kochiev, Presidente Onorario

Per conto dei Partiti che lavorano in condizioni speciali (in condizioni di clandestinità o semiclandestinità, NdTr)

Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Lettonia,

Yu.Yu. Ermalavicius, rappresentante del Comitato Centrale del Partito Comunista di Lituania,

Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista del Turkmenistan,

Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Uzbekistan,

Il Primo segretario del Comitato centrale del Partito Comunista Estone. 


(
Traduzione dal russo di Mauro Gemma per Marx21.it)

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