Al sindaco di Crema che si domanda: "Cosa siamo diventati?"

10071
Al sindaco di Crema che si domanda: "Cosa siamo diventati?"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Francesco Erspamer*

“Cosa siamo diventati?”, ha domandato o si è domandata in un post la sindaca di Crema commentando il comportamento di una ventina di suoi concittadini, i quali nel vedere una donna darsi fuoco, invece di correre a prendere un asciugamano o un estintore o un secchio d’acqua per provare a salvarla, o magari restare paralizzati dall’orrore, si sono affrettati a raggiungere il loro iPhone o Samsung e si sono messi a riprendere la scena, cinicamente. Coglioni incapaci di altre esperienze che quelle mediatiche, stronzi che alla realtà preferiscono la virtualità: e non mi frega niente che siano così per arroganza o fragilità, per ignoranza o abitudine. 


Il punto è che non “siamo” affatto diventati così. Io non sono così, i miei figli non sono così, parecchi dei miei amici, conoscenti e studenti non sono così. Non solo nel senso che saremmo intervenuti, ma che mai ci sarebbe venuto in mente di mettere mano al telefonino; perché non siamo drogati di nuove tecnologie, come molti giornalisti e intellettuali sul libro paga delle multinazionali, o semplicemente bisognosi di sentirsi alla moda, vorrebbero farci credere. Vogliono farci credere che ciò che arriva da Silicon Valley sia un “destino manifesto” (è il modus operandi del capitalismo: trasformare i propri abusi in una necessità storica): invece è una scelta e come tutte le scelte comporta responsabilità. Che le si compia per guadagnarci o le si subisca, chi le fa dovrà renderne conto, personalmente e collettivamente.


Molti giovani stanno diventando così, coglioni e stronzi, con l’approvazione o passiva condiscendenza di genitori terrorizzati solo dall’idea di poter essere accusati del crimine di cui avevano accusato i loro genitori, ossia di essere inattuali. È il grande successo del sistema liberista: l’appiattimento sull’attualità, sull’ultima novità, senza alcuna memoria, senza alcun termine di paragone, schiavi dei propri bisogni immediati, quasi tutti peraltro immaginari e indotti dalla pubblicità. Una regressione a uno stadio precedente la civiltà – peggio che bestie perché gli animali obbediscono a istinti di lunga durata, garantiti dal tempo, mentre i consumisti trasformano in assoluti le meschine esigenze individuali del momento.
No, io non sono come loro e so che tanti sono come me. Però è inutile illudersi: ragionare con gli stronzi è impossibile e ricondurli alla civiltà sarà molto difficile. Occorrerà provarci, prima che diventino troppi; altrimenti si rischia uno scontro frontale, un bagno di sangue, una spaventosa guerra fra gli individualisti e coloro che invece credono nella società e dunque nella preminenza della collettività, dello Stato, del bene comune, sulle paranoie e avidità private. Meglio essere vigilanti e pronti: loro non hanno scrupoli, solo pulsioni.

*Professore alla Harvard Univerity

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti