Autocensura nel gruppo editoriale venezuelano Cadena Capriles

Il caso di Ultimas Noticias

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Autocensura nel gruppo editoriale venezuelano Cadena Capriles

La rimozione di un articolo da Ultimas Noticias ha generato un nuovo round di polemiche nel gruppo editoriale venezuelano Cadena Capriles. 



Un comunicato stampa dell'associazione dei giornalisti Colegio Nacional de Periodistas (CNP) ha spiegato che il direttore della sezione investigativa di Ultimas Noticias, Tamoa Calzadilla si è dimesso per protestare contro la censura del pezzo. 
 
"Non hanno bisogno di una persona come me, hanno bisogno di un operatore politico", ha dichiarato Calzadilla, aggiungendo che gli argomenti del redattore Eleazar Díaz Rangel per fermare la pubblicazione erano stati "politici." I principali giornalisti presso la Cadena Capriles (proprietario di Últimas Noticias , del quotidiano economico El Mundo e del giornale sportivo Líder ) hanno inscenato una protesta dalle loro scrivanie, continuando a lavorare, ma mettendo in mostra dei cartelli con la scritta "Prima il giornalismo”.

Últimas Noticias è il più grande quotidiano del Venezuela. Il suo direttore, Eleazar Díaz Rangel ha generalmente sostenuto il governo dalla sua colonna personale ma il giornale è rimasto indipendente e spesso critico. Un articolo pubblicato sulla pagina web del quotidiano, il 13 febbraio, mostra agenti di polizia del Servicio Bolivariano de Inteligencia (Sebin) sparare contro i manifestanti il giorno prima, è stato forse il pezzo di giornalismo investigativo più importante  durante questo ciclo di proteste. Tale relazione era basata sull'analisi di un video fatto da un telefono cellulare e messo insieme proprio dall'unità investigativa guidata da Calzadilla.
 
Secondo gli addetti ai lavori, questa ricostruzione avrebbe generato malcontento nel governo e avrebbe portato il Ministero delle Comunicazioni a fare pressioni su Cadena Capriles. Alla fine di febbraio il presidente del Gruppo si è improvvisamente dimesso ed è stato sostituito da David de Lima, ex governatore e aperto alleato del governo.

Nel suo primo incontro con i giornalisti di Cadena Capriles De Lima avrebbe detto che "i piani di colpo di stato non sarebbero stati messi in prima pagina." Il riferimento era alle azioni di protesta che il governo ritrae come tentativi di golpe.

L'articolo censurato, dal titolo "Lo que hay detrás de las guarimbas" è stato scritto da Laura Weffer, uno dei più autorevoli giornalisti investigativi del Venezuela. Per scrivere l'articolo ha trascorso diverse notti in Plaza Altamira, intervistando sia i manifestanti che membri della Guardia Nazionale.

L'articolo descrive entrambi gli schieramenti, enfatizzando le loro somiglianze e sottolineando che manifestanti e uomini della Guardia Nazionale sono per lo più giovani ragazzi  e che se i manifestanti non sono tutti della classe media  i soldati non sono tutti filo-governativi.

L’articolo contraddice alcune dichiarazioni del governo per quanto riguarda le proteste. Weffer riporta le parole di uno dei manifestanti circa la tesi, sostenuta dal ministro dell'Interno Rodríguez Torres, che i manifestanti starebbero ricevendo circa 500 dollari per le proteste: "Pensa che se fosse vero non avrei già comprato una maschera antigas?". Weffer conclude il suo pezzo con una dichiarazione di un soldato della Guardia Nazionale che esprime solidarietà ai manifestanti.

 

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