Cina: il "Sole artificiale” compie un passo decisivo verso l'energia del futuro
La Cina compie un nuovo passo verso la produzione commerciale di energia da fusione nucleare. Due magneti superconduttori sviluppati interamente nel Paese, componenti fondamentali del reattore sperimentale per la fusione, hanno infatti superato con successo le prove di collaudo tecnico e i test a pieno carico, segnando un importante avanzamento del progetto nazionale noto come "Sole artificiale".
Secondo il team di ricerca dell'Istituto di Fisica del Plasma dell'Accademia Cinese delle Scienze (ASIPP), il risultato certifica la completa localizzazione delle tecnologie chiave e dell'intera filiera produttiva, riducendo la dipendenza da fornitori esteri. Il dispositivo sperimentale compatto dovrebbe essere completato entro la fine del 2027, con l'obiettivo di dimostrare la prima produzione cinese di elettricità da fusione intorno al 2030. Il responsabile del progetto, Qin Jinggang, ha spiegato che in sei anni di ricerca il gruppo ha raggiunto due obiettivi strategici: migliorare le prestazioni e abbattere i costi.
Il prezzo del materiale superconduttore, ad esempio, è sceso da circa 400 a 100 yuan al metro, mentre la capacità tecnologica è cresciuta sensibilmente. Anche le dimensioni dei nuovi magneti rappresentano un salto di qualità: il peso di ciascuna bobina è passato da 350 a 580 tonnellate, consentendo di immagazzinare molta più energia e aprendo la strada a reattori in grado di operare a livelli energetici nettamente superiori. Il traguardo, tuttavia, non è ancora definitivo. Secondo Qin, il superamento dei test rappresenta "l'80% del percorso": resta ora da verificare la stabilità e la durata dei magneti una volta installati nel reattore e sottoposti alle condizioni operative reali. Il risultato si inserisce nella rapida accelerazione del programma cinese sulla fusione nucleare.
Già nel gennaio 2025 il tokamak EAST aveva stabilito un record mondiale mantenendo un plasma a 100 milioni di gradi Celsius per 1.066 secondi. Per Pechino, la dimostrazione della produzione di elettricità da fusione entro il 2030 rappresenta uno degli obiettivi scientifici e tecnologici più ambiziosi del prossimo decennio.
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